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Economia
Ex Ilva, più cassintegrati che forza lavoro: coinvolti 5.200 dipendenti
Ex Ilva Taranto

Ex Ilva: parte trattativa per 5.200 in cassa integrazione

Si apre questa mattina al ministero del Lavoro la trattativa sulla cassa integrazione straordinaria in Acciaierie d'Italia, presenti l'amministrazione straordinaria dell'azienda, l'ex Ilva, i sindacati, il Governo e le Regioni sedi degli stabilimenti siderurgici, tra cui Puglia e Liguria. Cassa per un anno, con possibilita' di proroga, che vede gia' i numeri presentati dall'azienda: 5.200 unita' totali di cui 4.400 a Taranto.

Si tratta di un impatto forte sull'organico se si considera che l'ex Ilva ha ora 9.869 dipendenti e che di questi 8.025 sono a Taranto. Se quindi dovessero essere confermati questi numeri, i cassintegrati rischiano di essere piu' della meta' della forza lavoro, una quota molto alta, mentre ora la cassa coinvolge 3.000 addetti di cui 2.500 a Taranto. In tutti i casi si parla di numero medio massimo. Per Acciaierie, l'amministrazione straordinaria guidata dai commissari spiega che con un solo altoforno in marcia, il 4, "la produzione allo stato si attesta su volumi pari a max 1.000.000-1.500.000 tonnellate annue". C'e' una previsione di "graduale incremento sino a raggiungere circa 2.500.000-3.000.000 tonnellate", ma riguarda "dicembre 2024 a seguito della ripartenza dell'altoforno 2". Ne consegue, per AdI, che "i livelli produttivi attuali ed attesi non sono sufficienti a garantire l'equilibrio e la sostenibilita' finanziaria".

Per Acciaierie d'Italia la via d'uscita sta nella "progressiva attuazione del programma", a partire dal piano di ripartenza da 330 milioni, di cui 280 relativi a lavori di ripristino a Taranto, per finire al prestito ponte da 320 milioni, sul quale si attende ancora il via libera della Commissione Europea. Questo programma "consentira' di pervenire gradualmente ai livelli produttivi attesi e, al completamento dello stesso, al pieno utilizzo dell'organico", dicono i commissari di AdI, Oggi al ministero del Lavoro non ci saranno i commissari Fiori, Quaranta e Tabarelli, ma solo il direttore generale Maurizio Saitta e il direttore del personale Claudio Picucci.

LEGGI ANCHE: Ex-Ilva, i sindacati chiedono un incontro alla premier Meloni

Intanto l'azienda ha lanciato ai sindacati segnali di dialogo, anticipando che stavolta la gestione della cassa sara' molto diversa da quella di Acciaierie a trazione Mittal-Morselli, che la rotazione del personale in cassa sara' effettiva e che per i dipendenti ci sara' un'integrazione economica, ancora da studiare e quantificare, per rendere meno penalizzante la sospensione dal lavoro. Ieri, infine, i vertici nazionali di Fim, Fiom e Uilm hanno scritto al premier Meloni e ai ministri interessati chiedendo la ripresa del confronto con il Governo.






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