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Economia
Fisco, "Redditometro? Una svista del Governo anacronistica e controcorrente"
Fisco, arriva la tassa sulle multinazionali: prelievo minimo al 15 per cento sui ricavi in Italia, pronto il decreto (foto Lapresse, il viceministro Maurizio Leo)

Redditometro, lo strumento fiscale scuote la maggioranza. Parla Bottoni (Aepi): "Un provvedimento che va contro la semplificazione fiscale" 

"Il redditometro? Una clamorosa svista governativa che va controcorrente. Deve rientrare." Così Celestino Bottoni, presidente dell’Associazione Nazionale Consulenti Tributari e Coordinatore Nazionale di Aepi- intercettato a margine de La Piazza romana di Affaritaliani.it- commenta senza mezzi termini al nostro quotidiano la reintroduzione dello strumento fiscale anti-evasione, che da ieri è diventato un nuovo punto di divisione all'interno della maggioranza di Centrodestra. La posizione di Bottoni rispecchia appieno quella del Ministro degli Esteri e vicepremier Antonio Tajani, il quale, intervistato dal direttore di Affaritaliani.it Angelo Maria Perrino durante il meeting del Made in Italy organizzato da AEPI e il nostro giornale, ha respinto fermamente il decreto, affermando che "la lotta all'evasione fiscale non si fa con questi mezzi."

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Il viceministro dell'Economia, Maurizio Leo, sta rispolverando uno strumento per l'accertamento fiscale che era stato sospeso nel 2018 dal governo guidato da Giuseppe Conte. Ma quali sono le differenze con il passato? "Il vecchio si basava su beni significativi: barche cavalli e macchine. Ora, si sta considerando di reintrodurlo, ma ci sono netti ostacoli legati alla privacy", afferma Bottoni. "Ma, al di là dei dati sensibili,- spiega Bottoni- sembra che il contenuto sia essenzialmente lo stesso. Se 20 anni fa la riforma fiscale non ha funzionato, tecnicamente ciò che non ha funzionato allora non può funzionare oggi." Il redditometro mira a scovare discrepanze tra spese e redditi dichiarati, ma secondo l'esperto "abbiamo già a disposizione molti altri strumenti di controllo che fanno lo stesso, il redditometro è solo un onere aggiuntivo. Dopo anni, i database sono ricchi di queste informazioni. Aggiungere un ulteriore adempimento sarebbe inutile in un'epoca così digitalizzata."

Tuttavia, rispetto al passato, il nuovo decreto introduce 56 voci specifiche di spesa che l'Agenzia può monitorare, incluse quelle per l'abbigliamento, i generi alimentari, il costo del mutuo o dell'affitto. Queste voci considerano anche le quote di risparmio accumulate e le spese riportate nell'anagrafe tributaria.

"C'è un principio generale: se ho guadagnato un reddito e pagato le tasse, posso spendere liberamente fino al raggiungimento del mio reddito. Avrò la libertà di decidere sulle mie spese? Capisco per i beni superflui, come barche o jet, ma includere generi alimentari e abbigliamento è fuorviante e lascia perplessi", afferma Celestino Bottoni, sottolineando che "per quanto riguarda l'abbigliamento, le grandi boutique hanno già una tracciabilità: non è un caso che molti spendano meno di 5mila euro, evitando così segnalazioni grazie alla soglia dei 5/10 mila euro."

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Insomma dopo il Superbonus, l'oggetto di contesa in maggioranza è ora la lotta all'evasione, con la Meloni però che ha affermato di essere sempre stata contraria al redditometro, "allontanandosi" così dalla posizione del viceministro Leo, sempre di FdI. Ma per Bottoni "Leo è un tecnico e, in quanto tale, deve cercare risorse e vincoli di cassa per reperire denaro o altro. Spero che non sia questa la tecnica da adoperare. Ma in questo caso è una manovra più politica che tecnica, e soprattutto di buon senso".

In conclusione, Bottoni sostiene che questa manovra fiscale va in netto contrasto con gli sforzi del governo per semplificare l'amministrazione pubblica e alleggerire il carico fiscale sui contribuenti: "Se lo Stato sta lavorando alla semplificazione amministrativa generale della P.A., come previsto nel Pnrr, e sta anche riformando la fiscalità, questa riforma è anacronistica. Sta facendo una cosa che va in contrasto con l'altra." Inoltre, aggiunge: "Presumo che questo provvedimento verrà rivisto perché non corrisponde alla direzione auspicata da questo governo, che tende a essere più liberale. Questo approccio a colpire il 'benessere' è tipico del vecchio governo."






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