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Gasolio, il governo valuta un nuovo tetto: quanto può scendere il prezzo

Diesel a 2,261 euro al litro. Il Governo punta a ripristinare il price cap e valuta le accise mobili: quanto si risparmia

Gasolio, il governo valuta un nuovo tetto: quanto può scendere il prezzo

Il gasolio self è salito a 2,261 euro al litro, ma Governo e compagnie stanno valutando nuovi interventi per fermare i rincari. Un ritorno del tetto a 2,19 euro significherebbe circa 3,55 euro in meno su 50 litri rispetto alla media attuale.

Gasolio, il Governo prova a fermare i rincari

Due giorni dopo la fine dello sconto fiscale, il prezzo del diesel continua a muoversi al rialzo. L’ultima rilevazione Mimit disponibile indica 2,261 euro al litro in modalità self service, contro 2,244 euro del giorno precedente. In autostrada la media è arrivata a 2,287 euro. La benzina, al contrario, è scesa a 2,040 euro.

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Il Governo valuta adesso un nuovo intervento. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha dichiarato che l’Esecutivo è pronto a utilizzare il meccanismo delle accise mobili e ha aggiunto di sperare che possa essere “ripristinato pienamente il price cap”. Sono disponibili circa 170 milioni di euro derivanti dall’extragettito Iva che potrebbero essere destinati a una riduzione fiscale. Non è stato però stabilito un nuovo prezzo massimo nazionale.

Diesel, quanto costerebbe un pieno con il tetto a 2,19 euro

La differenza rispetto alla media attuale permette di avere un primo riferimento. Con il diesel a 2,261 euro, 50 litri costano 113,05 euro. Se il prezzo scendesse a 2,19 euro, lo stesso rifornimento costerebbe 109,50 euro. Il risparmio sarebbe quindi di 3,55 euro su 50 litri e di circa 4,26 euro su 60 litri.

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Non significa però che tutti i distributori possano essere obbligati a vendere a 2,19 euro. Il primo tetto era una misura commerciale adottata da Eni e successivamente seguita, con modalità differenti, da IP, Q8, Tamoil e altri operatori. Oltre 10mila impianti avevano aderito alle iniziative di calmierazione. Dopo la fine dello sconto sulle accise, Eni aveva portato il proprio limite da 2,19 a 2,25 euro. Il 7 ottobre lo ha già ridotto a 2,21 euro, grazie alla discesa delle quotazioni internazionali dei prodotti raffinati.

Carburanti, oggi il tavolo con le raffinerie

Un passaggio è previsto questo pomeriggio. Alle 16.30 i ministri Adolfo Urso e Gilberto Pichetto Fratin incontreranno le società che gestiscono le raffinerie italiane. Al tavolo sono stati invitati Unem, Eni, Saras, Socar-IP, Sonatrach, Iplom, KPI, Alma Petroli, Ludoil-Isab e Innovhub.

L’obiettivo dichiarato dal Governo è capire se sia possibile aumentare la produzione di prodotti raffinati in Italia, riducendo la pressione sui prezzi e la dipendenza dalle importazioni. La discesa del diesel dipenderà quindi da tre fattori: quotazioni internazionali, politiche commerciali delle compagnie e possibile ritorno di uno sconto fiscale.

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