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Economia
Atene: "Il 5 giugno non rimborseremo il Fmi"

Niente accordo con i creditori, niente soldi al Fondo monetaria internazionale. Tradotto: la Grecia si prepara al default. Atene, infatti, non rimborserà la tranche di 300 milioni al Fmi in scadenza il prossimo 5 giugno. "Non ci sono fondi" ha un portavoce del gruppo parlamentare di Syriza, all'emittente privata ANT1. Una presa di posizione che arriva come una bomba, proprio mentre il premier di Syriza, Alexis Tsipras sta cercando di ottenere un unico accordo globale con i creditori internazionali per porre fine all'austerità e aprire la strada alla crescita del Paese.
 
Secondo la stampa ateniese Tsipras vuole un accordo finale, non un esborso parziale dei fondi. Il premier greco punta, quindi, ad un accordo che ponga fine all'austerità e ripristini l'economia greca e non intende negoziarlo in due o tre fasi al fine di soddisfare gli obblighi a breve termine. Il premier ritiene che gli accordi a breve termine creino una sorta di asfissia dell'economia greca e incertezza sui mercati danneggiando così maggiormente l'economia stessa. Di conseguenza un accordo parziale porterebbe più austerità. Il premier greco incontrerà la cancelliera tedesca Angela Merkel e il presidente francese Francois Hollande a margine del vertice Ue di domani a Riga.
 
La sensazione sui mercati è comunque che le cose andranno per il verso giusto, tanto che non si registrano particolari scossoni. Anzi, dicono alcune fonti Ue citate da Radiocor, "le cose si stanno muovendo" nel negoziato e la delegazione ellenica ha messo sul tavolo delle proposte che la commissione giudica "molto concrete".
 
A tenere alto il livello di allerta sono gli analisti di Moody's, per i quali l'outlook sul sistema bancario greco resta negativo a causa principalmente del grave deterioramento della liquidità e della capacità di finanziamento degli istituti. Secondo il report dell'agenzia di rating, è improbabile che queste pressioni si attenuino nel corso dei prossimi 12-18 mesi e vi è un'alta probabilità che si giunga all'imposizione di controlli sui capitali e a un congelamento dei depositi. Da dicembre ad oggi, i deflussi di capitali dalle banche greche hanno raggiunto i 30 miliardi e per Moody's la dipendenza dalla Bce è ormai troppo forte.

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