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Economia
Grecia/ Schaeuble e il Fmi gelano Tsipras

I mercati restano alla finestra e osservano cosa accade in Grecia. Nella notte si sono rincorse rumor di un accordo tra Atene e i creditori, ma se il premier Alexis Tsipras ha detto "ci siamo quasi", da Bruxelles arriva un invito alla prudenza: "Non ci siamo ancora". L'intesa però pare vicina con il governo pronto a firmare con un patto che includerà una riforma dell'Iva, un pacchetto di investimenti e un'alleggerimento del debito nel lungo periodo, ma nessuna misura recessiva. A frenare, per il momento, è ancora il Fmi che entro giugno deve incassare 1,6 miliardi di prestiti in scadenza da parte della Grecia.
 
A margine del G7 in corso a Dresda, proprio il direttore generale del Fondo monetario internazionale, Christine Lagarde, afferma: "Sulla Grecia le cose si sono mosse, ma c'è ancora molto lavoro da fare. Stiamo lavorando per una soluzione e non direi che abbiamo ancora raggiunto risultati sostanziali". Nel frattempo il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schäuble continua a recitare la parte del falco: "Atene non è più competitiva, no a sconti sul debito. Il paese non può restare nell'euro senza fare le riforme".
 
Gli investitori, però, ci credono e l'euro è in rialzo a 1,0936 dollari contro 1,0914 della vigilia e 1,0905 segnato ieri dopo la chiusura di Wall Street. Contro lo yen la moneta unica passa di mano a 135,30 dollari (le valute). Lo spread è stabile in area 145 punti base con i Btp italiani che rendono l'1,87%. Piazza Affari dopo il rally della vigilia ritraccia e cede lo 0,4%, Londra arretra dello 0,1%, mentre Parigi e Francoforte sono appaiate al -0,5%.
 
Sul fronte macroeconomico attenzione all'Istat che pubblica i dati sulla fiducia delle imprese e dei consumatori relativi a maggio. Dalla Gran Bretagna arriva l'andamento del Pil del primo trimestre 2015, mentre per l'Eurozona è il giorno dell'indice della fiducia al consumo e negli Usa delle richieste settimanali di sussidi per la disoccupazione. La Bce, inoltre ha in agenda un'asta Tltro, il Tesoro un'asta di titoli a medio e lungo termine (l'agenda dei mercati).
 
In mattinata, la Borsa di Tokyo ha chiuso in rialzo per la decima sessione consecutiva, completando una serie che non si realizzava dal 1988. L'indice Nikkei ha terminato le contrattazioni con un progresso dello 0,39% a 20.551,46 punti. Nel febbraio 1988 le sedute positive consecutive furono 13. A sostenere gli acquisti sono le vendite al dettaglio di aprile che sono salite del 5% tendenziale, il primo risultato positivo in 4 mesi (a marzo il calo fu del 9,7%): a spingere l'indice al rialzo sono stati gli acquisti di automobili ed elettronica. A livello congiunturale, cioè rispetto al mese precedente, si è registrato un più contenuto incremento delle vendite, pari allo 0,4 per cento.
 
Ieri sera Wall Street ha archiviato una seduta in rialzo con il Nasdaq che ha messo a segno un nuovo record: recuperando terreno rispetto al sell-off del giorno prima, i listini hanno tratto spunto dai commenti incoraggianti riguardanti un possibile accordo tra la Grecia e i creditori. Per una volta, quindi, l'Europa ha fatto da traino agli Usa. Il Dow Jones è salito di 121,45 punti, lo 0,67%, a quota 18.162,99; l'S&P 500 è aumentato di 19,28 punti, lo 0,92%, a quota 2.123,48, mentre il Nasdaq ha aggiunto 73,84 punti, l'1,47%, a quota 5.106,59.
 
Tra le materie prime le quotazioni del petrolio sono in rialzo a 57,87 dollari per il barile Wti e a 62,66 dollari per il Brent. L'oro è stabile a
 1.188,42 dollari l'oncia, posizionandosi poco sopra i valori della vigilia (1.188,09 dollari).

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