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Economia
Grecia, Tsipras: "Proposta Juncker irrealistica"

Tornano ad ampliarsi le distanze tra la Grecia e i creditori internazionali, proprio nelle ore che per molti osservatori sarebbero potute diventare decisive. Il premier ellenico, Alexis Tsipras, ha rigettato le proposte messe sul tavolo dal Brussels Group (la ex Troika di Ue, Bce e Fmi) e annunciato che la rata al Fmi non verrà pagata oggi, ma a fine mese. Relazionando al Parlamento ateniese, il premier ha descritto la proposta di accordo presentata dal presidente della Commissione Ue, Jean Claude Juncker, come "una brutta sorpresa". Tsipras ha aggiunto di sperare che i creditori ritirino la loro proposta, perché non è realistica.
 
Sul piatto è tornato piuttosto a mettere la ristrutturazione del debito, una "soluzione definitiva" che metterebbe fine alla crisi greca. Pur con i toni duri ("assurda" e "irrealistica" sono gli aggettivi per descrivere la proposta internazionale), il leader di Syriza ha voluto sottolineare che non si è "mai stati così vicini" a una soluzione definitiva delle trattative, nelle quali esistono comunque delle "divergenze".
 
Si conferma dunque la linea emersa nelle ultime ore, che ha appesantito i mercati: torna al mittente il pacchetto che sembrava potessero costituire una base d'accordo, dopo l'incontro "costruttivo" con il presidente della Commissione, Juncker. La reazione di Tsipras si giustifica anche con la necessità di far quadrare i conti (della politica) nel Paese. Il fronte interno ellenico si è mostrato troppo contrario all'ipotesi di alzare l'Iva, toccare il sistema pensionistico, rinunciare alla re-introduzione della contrattazione collettiva: dire sì alle condizioni europee - seppure ammorbidite sugli obiettivi di bilancio da imporre ad Atene per il 2015, ma comprensive di 4,5 miliardi di misure ulteriori nel biennio - avrebbe frantumato Syriza. Tuttavia, il 45% dei greci è a favore di un compromesso.
 
E così Tsipras è tornato a spiegare che l'unica base per un accordo sarà la proposta greca, che per ora consta di 47 pagine troppo distanti dalle richieste di Bruxelles, anche perché inclusive proprio di una ristrutturazione del debito che - sebbene per molti sia inevitabile - resta un tabù sul tavolo internazionale. Intanto, Tsipras ha preparato una visita a Vladimir Putin, in occasione del forum economico russo del 18-20 giugno. Il ministro delle Finanze, Yanis Varoufakis, farà invece visita all'omologo tedesco Wolfgang Schaeuble la prossima settimana.
 
Non solo si è riaperta la frattura sui contenuti dell'accordo. Atene ha anche notificato al Fondo monetario internazionale che non ripagherà i 305 milioni di euro dovuti oggi, ma rimanderà a fine mese. Si tratta di un evento rarissimo nella storia del Fmi e prevede proprio di raggruppare i pagamenti dovuti nel mese e portarli al termine dello stesso: l'appiglio legale è una simile decisione presa dall'Executive Board di Washington alla fine degli anni Settanta, poi usata dallo Zambia negli anni Ottanta. E' la prima volta, in questa crisi ellenica lunga cinque anni, che salta una rata di rimborso e ciò nonostante le rassicurazioni della vigilia di Tsipras e del ministro delle Finanze, Varoufakis, sul fatto che Atene avrebbe pagato.
 
La Ue ha cercato di gettare acqua sul fuoco: "La decisione di raggruppare i pagamenti è in linea con le regole del Fmi ed è già stata usata prima" e questa "non mette in dubbio la capacità della Grecia di onorare i suoi debiti". Il messaggio ai creditori, però, è chiaro e, se non lo fosse, basta sentire le parole del radicale Dimitris Stratoulis, vice ministro del Welfare: "La mossa del governo è un segnale. Vogliamo aspettare per vedere come loro (i creditori, ndr) si comporteranno, se lasceranno perdere questo pacchetto di proposte irragionevoli, disumane e colonialiste". In caso restino sul tavolo le proposte irricevibili, "sono possibili elezioni anticipate".
 
I rimborsi dovuti dalla Grecia assommano a 1,6 miliardi, nel solo mese corrente. Il 30 giugno, per altro, si chiude il programma-ponte sottoscritto a febbraio che tiene ancora la Grecia aggrappata all'Eurozona, ma per la fine del mese sarà necessario aver sbloccato i 7,2 miliardi di euro d'aiuti e siglato l'intesa definita. "Il rinvio nel pagamento al Fmi rappresenta una escalation nel piano delle trattative", spiega a Bloomberg il professore di economia della Stern School of Business della New York Unversity, Nicholas Economides "fa salire il rischio di bancarotta e quindi uscita dall'euro". Per l'agenzia di rating Fitch, la richiesta greca "sottolinea l'estrema pressione sulla capacità del governo di finanziarsi". A questo punto, il default della Grecia sui bond sovrani detenuti dagli investitori privati è una "possibilità reale".

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