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Economia

I progressi del negoziato tra i creditori e le autorità greche sulle riforme che Atene deve portare avanti per sbloccare una nuova iniezione di liquidità sono "insufficienti". Il presidente dell'Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem intervistato dalla Tv olandese Rtl, gela gli entusiasmi sui presinti passi in avanti nelle trattative sul caso Grecia. "Si sono registrati dei progressi - ha detto infatti Dijsselbloem - ma sono insufficienti. Siamo ancora lontani dall'accordo". Secondo il presidente dell'Eurogruppo inoltre, raggiungere un accordo entro questa settimana sarebbe teoricamente impossibile anche per ragioni tecniche: "Anche se le istitruzioni in Grecia raggiungessero un'intesa questa settimana - ha detto Dijsselbloem - questa dovrebbe passare per una riunion dell' Eurogruppo. Quindi - ha concluso - anche teoricamente un accordo entro questa settimana non è possibile".

Rispetto a una settimana fa, però, si è registrato uno scatto in avanti nelle trattative tra la Grecia e la Ue dopo il vertice della serata a Berlino, al quale hanno partecipato il presidente della Bce Mario Draghi, la cancelliera tedesca Angela Merkel, il presidente francese François Hollande, e il direttore generale del Fondo monetario Christine Lagarde. E' Saltato invece il loro incontro con il premier greco Tsipras. Al centro della riunione il caso Grecia che continua a tenere in fibrillazione i mercati. Un tentativo di smussare le differenze tra le parti e di provare a uscire dall'impasse.

Secondo le fonti internazionali, i componenti del Brussels Group (la ex Troika di Ue, Fmi e Bce) sarebbero ormai pronti a inviare ad Atene la proposta definitiva di accordo: per il Wsj, vi sarebbe ora unità di intenti nel chiedere riforme economiche di ampia portata e l'Fmi avrebbe ridotto la propria insistenza sulla richiesta che l'Europa offra un impegno esplicito ad alleviare parte del debito della Grecia. I leader avevano annunciato che sarebbero rimasti in contatto nei prossimi giorni. Insomma, continua l'alternanza tra aperture di ottimismo e chiusure di cautela. Il piano del Brussels prevede risparmi di almeno 3,5 miliardi l'anno, compresa la riforma previdenziale e le privatizzazioni. Un piano che somiglierebbe molto a un ultimatum. Anche Tsipras, però, ha detto di aver presentato un piano alle controparti, che sembra ancora lontano dal convincere gli interlocutori internazionali.

Nella proposta, Atene ha indicato l'obiettivo di un surplus primario per il 2015 dello 0,8% e dell'1,5% per il 2016; e per l'Iva tre aliquote al 6%, 11% e 23%. Nel gioco di ruolo che va in scena ormai da settimane, il premier ellenico ha spiegato: "Abbiamo presentato un realistico piano per la Grecia per uscire dalla crisi". Secondo Tsipras si tratta di un "piano realistico la cui accettazione da parte delle istituzioni, dei nostri creditori e dei nostri partner in Europa segnerà la fine dello scenario di divisione in Europa". La decisione sull'accordo - ha riferito ancora ai giornalisti - "resta ai leader politici europei". Il premier greco ha detto inoltre di essere "ottimista" e di credere che i leader accoglieranno le proposte greche, provando quindi a rigettare la palla nel campo avverso. Per Atene si avvicina intanto l'appuntamento del 5 giugno, la scadenza per la rata da 300 milioni da rimborsare al Fondo monetario internazionale.

E' probabile che il versamento venga fatto slittare a fine mese, ma intanto la fuga dei capitali dalle banche greche fa crescere l'allarme generale. E in più resta l'incognita di quei Parlamenti nazionali che dovranno ratificare l'eventuale intesa. Tra questi, proprio il Bundestag tedesco. Il portavoce di Syriza, Nikos Filis, ha però spiegato che il governo greco non firmerà con i creditori un accordo che sia incompatibile con il proprio programma anti-austerità.

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