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Hormuz chiuso, cosa succede a petrolio, benzina e bollette

La chiusura dello Stretto di Hormuz spinge il prezzo petrolio e gas: gli effetti su carburanti e bollette italiane

Hormuz chiuso, cosa succede a petrolio, benzina e bollette

La chiusura quasi completa dello Stretto di Hormuz ha ridotto il passaggio di petrolio e gas dal Golfo Persico, provocando un aumento delle quotazioni energetiche e dei costi di trasporto. In Italia gli effetti sono già visibili sui carburanti. Benzina e diesel sono aumentati a luglio, mentre le bollette del gas potrebbero recepire i rincari con tempi diversi in base al contratto sottoscritto.

Hormuz chiuso, perché il prezzo del petrolio sale

Lo Stretto di Hormuz collega il Golfo Persico con il Golfo dell’Oman e rappresenta una delle principali vie di esportazione energetica al mondo. Prima della crisi vi transitavano circa 15 milioni di barili di petrolio al giorno.

La riduzione dei passaggi obbliga i produttori a utilizzare oleodotti e rotte alternative che non hanno una capacità sufficiente per sostituire completamente il traffico marittimo. L’Arabia Saudita può trasferire parte del greggio verso il Mar Rosso, mentre gli Emirati dispongono di un collegamento verso Fujairah, sull’Oceano Indiano.

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L’Agenzia internazionale dell’energia ha definito la quasi chiusura di Hormuz la più ampia interruzione dell’offerta petrolifera mai registrata. Scorte strategiche, fornitori alternativi e cambiamenti nella produzione hanno limitato conseguenze ancora più gravi.

I nuovi attacchi alle petroliere e il blocco dei transiti hanno riportato le quotazioni verso l’alto. Il Brent si è mosso intorno ai 90 dollari al barile, con punte indicate vicino ai 96 dollari nelle contrattazioni del 23 luglio.

Hormuz chiuso: quanto sono aumentate benzina e diesel

L’aumento del greggio non arriva immediatamente e nella stessa misura alla pompa. Il prezzo finale comprende costo della materia prima, raffinazione, trasporto, margini commerciali, accise e Iva.

A luglio, però, la crescita dei prezzi dei carburanti è già diventata evidente. Secondo i dati attribuiti al ministero delle Imprese e del Made in Italy, la benzina self sulla rete ordinaria è passata da 1,803 euro al litro del 3 luglio a circa 1,935 euro, con un aumento superiore a 13 centesimi. Il diesel è salito da 1,882 a 2,091 euro, oltre 20 centesimi in più.

Gli aggiornamenti del 22 luglio indicavano una media nazionale di circa 1,942 euro per la benzina self e 2,107 euro per il gasolio. Per un pieno da 50 litri, le associazioni dei consumatori hanno calcolato una maggiore spesa di circa 7 euro per la benzina e oltre 11 euro per il diesel rispetto all’inizio del mese.

Le medie nazionali non coincidono con il prezzo di ogni distributore. Autostrade, aree isolate e impianti con minore concorrenza possono applicare valori superiori. Il servizio Osservaprezzi del Mimit permette di consultare i prezzi comunicati dai gestori.

Hormuz chiuso: cosa cambia per le bollette del gas

Da Hormuz passa anche una parte consistente del gas naturale liquefatto esportato dal Qatar. Quando le navi metaniere non riescono a transitare, gli acquirenti europei devono competere per carichi provenienti da Stati Uniti, Africa e altri produttori.

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Le quotazioni del TTF di Amsterdam, riferimento europeo per il gas, hanno superato i 50 euro per megawattora durante la nuova fase della crisi. Il 14 luglio il valore riportato era di 53,65 euro.

L’effetto sulla bolletta dipende dal tipo di contratto. Le offerte a prezzo fisso proteggono temporaneamente dalle oscillazioni della materia prima, almeno fino alla scadenza delle condizioni economiche. Nei contratti indicizzati il prezzo può adeguarsi con maggiore rapidità all’andamento del mercato.

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Anche la bolletta elettrica può risentirne perché una parte dell’elettricità italiana viene prodotta nelle centrali a gas. Se il combustibile costa di più, aumenta il costo di generazione nelle ore in cui queste centrali determinano il prezzo sul mercato.

ARERA ha istituito un’Unità di vigilanza energetica per seguire le conseguenze dell’escalation in Medio Oriente sui mercati di luce e gas.

Hormuz chiuso: quanto potrebbero durare gli aumenti

La durata dei rincari dipende dalla riapertura dello Stretto, dalla sicurezza delle navi e dalla capacità dei produttori di utilizzare vie alternative. Una riapertura stabile potrebbe ridurre rapidamente la componente di rischio incorporata nelle quotazioni.

Una chiusura prolungata avrebbe conseguenze più ampie. Goldman Sachs ha stimato che il petrolio potrebbe superare i 120 dollari al barile se le interruzioni non si riducessero, ma si tratta di uno scenario di rischio e non di una previsione certa.

Le riserve strategiche possono contenere l’emergenza per un periodo limitato. Non eliminano i maggiori costi assicurativi, i tempi delle rotte alternative e la minore disponibilità di diesel e altri prodotti raffinati.

Per le famiglie, il confronto tra offerte deve essere effettuato sul costo complessivo annuo e non soltanto sul prezzo pubblicizzato della materia prima. Il Portale Offerte pubblico consente di confrontare le condizioni disponibili per luce e gas.

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