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Economia
Inps: a fine 2021 patrimonio in rosso per 904 milioni. E la spesa pensioni...
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Inps: a fine 2021 patrimonio in rosso per 904 milioni. Spesa pensioni a 241.334 milioni

Il Consiglio di Indirizzo e Vigilanza dell'INPS, presieduto da Guglielmo Loy, nella riunione di ieri ha approvato, all'unanimità, ed in via definitiva, la nota di assestamento al bilancio preventivo dell'INPS per l'esercizio 2021. I risultati mostrano 8.600 milioni di disavanzo finanziario di competenza (-1.448 milioni rispetto al consuntivo 2020); 230.844 milioni di entrate contributive, (+5.694 milioni rispetto al consuntivo 2020); 363.458 milioni di prestazioni istituzionali, (+3.941 milioni rispetto al consuntivo 2020).

In particolare, la spesa per prestazioni pensionistiche è risultata pari a 241.334 milioni (+4.649 milioni rispetto al consuntivo 2020); 15.462 milioni di disavanzo economico di esercizio (+9.738 milioni rispetto al disavanzo di 25.200 milioni del consuntivo 2020); 904 milioni di disavanzo patrimoniale al 31 dicembre 2021 (la situazione patrimoniale netta al 31 dicembre 2020 risultava positiva per 14.559 milioni di euro).

INPS: CIV, URGENTE CONFRONTO SU RIALLINEAMENTO POSTE CREDITO E DEBITO

Il Consiglio di Indirizzo e Vigilanza INPS auspica la riapertura del tavolo di confronto per il riallineamento delle poste di credito e debito tra Ministeri e INPS, reso urgente anche per contenere i riflessi negativi della nuova disciplina relativa alle prestazioni Covid - 19 che aggrava, in maniera evidente, il saldo negativo e riduce la consistenza patrimoniale dell'Istituto. Lo sottolinea il Civ che ha approvato la nota di assestamento al bilancio preventivo dell'INPS per l'esercizio 2021. La decisione del legislatore, purtroppo senza adeguate contro osservazioni, ha comportato la messa in carico alla Gestione Prestazioni Temporanee e al Fis (quindi a carico INPS) delle prestazioni precedentemente poste a carico della fiscalità generale per 2.400 milioni.

INPS: CIV, URGENTE DARE FORZA A PATTO CON UTENZA

E' urgente dare forza ad un ''patto con l'utenza'' a partire dalla l'esigenza di garantire il diritto di accesso ai servizi INPS anche per coloro che non sono in grado di utilizzare strumenti informatici o digitali. Lo sottolinea il Civ dell'INPS. A tal fine occorrerà adottare urgenti soluzioni che, attraverso gli intermediari riconosciuti e le associazioni di rappresentanza, individuino modalità semplificate per la così detta ''delega/cessione a fiduciari della identità digitale'' anche per evitare il proliferare di soggetti, non monitorabili, che operino per conto delle persone più fragili ed indifese. Il ''Patto con l'utenza'', prosegue il Civ, si dovrà concretizzare anche attraverso un'unica ''Carta dei Servizi'', da cui discenda una comunicazione istituzionale che permetta a tutti i soggetti interessati di conoscere le prestazioni a cui potenzialmente si ha diritto, nonché le modalità di richiesta ed i tempi per ottenerle ivi comprese le regole per gli eventuali ricorsi amministrativi. Ciò al fine di garantire la tutela dei cittadini, anche in relazione alle novità legislative in tema di identità digitale. Il Civ INPS evidenzia, infine, l'urgenza dell'aggiornamento e della normalizzazione del conto assicurativo dei dipendenti pubblici, dei lavoratori delle Poste e dello spettacolo e sport, al fine di garantire la piena esigibilità di diritti in maniera omogenea a tutti i lavoratori. Ciò per assicurare l'irrinunciabile diritto dei lavoratori al riconoscimento della contribuzione dovuta, caposaldo dell'ordinamento previdenziale, per i periodi di lavoro effettivamente prestati.

INPS: CIV, METTERE IN CAMPO TERAPIA URTO SU TEMA INVALIDITA' CIVILE

Il Civ INPS richiama gli altri organi dell'Istituto a mettere in campo una vera e propria terapia d'urto sul tema della Invalidità Civile, a partire dall'immediato aumento di medici operativi. E' la sollecitazione che giunge dal Civ in occasione dell'approvazione della nota di assestamento. Il diritto ad una indennità per chi ha sofferenze psico-fisiche acclarate è fondamentale e vedere, drammaticamente, 1.7 milioni di cittadini in attesa di risposta, dei quali ben 282 mila che aspettano di essere chiamati per la prima visita dall'INPS e di 863 mila dalle Asl, è inammissibile, sottolinea il Civ.

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