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Economia
Italia, Pil rimbalza: +16,1% nel trimestre. Il governo Conte si attendeva +13%

Un rimbalzo senza precedenti e che lascia sorpreso anche lo stesso ministro dell'Economia Roberto Gualtieri. Il Pil italiano ha registrato nel terzo trimestre un rimbalzo congiunturale post-lockdown ben al di sopra delle attese e superiore a quello della zona euro, ma cresce il rischio di una nuova flessione nell'ultima parte dell'anno con le misure adottate per contenere la seconda drammatica ondata di Covid-19. Secondo i dati provvisori diffusi stamani da Istat, nel periodo luglio-settembre il Pil è salito del 16,1% su base congiunturale dopo la flessione record del 13,0% vista nel trimestre precedente, il secondo, quello gravemente compromesso dalle restrizioni imposte dal Covid.

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La ripresa è significativamente superiore alle attese degli analisti che convergevano su un'espansione dell'11,2% nei tre mesi osservati e dello stesso governo. L'esecutivo si aspettava infatti una crescita poco superiore al 13%, tale da recuperare il crollo del secondo trimestre. Bankitalia aveva recentemente indicato una possibile crescita del 12%, stessa cifra stimata anche dall'Ufficio parlamentare di bilancio. Anche a livello tendenziale il Pil è andato meglio del previsto, a -4,7% dalla contrazione del 17,9% registrata nel secondo trimestre, contro un consensus a -8,7%.

Dal lato della domanda, vi è un contributo positivo sia della componente nazionale (al lordo delle scorte), sia di quella estera netta.  Il terzo trimestre del 2020 ha avuto quattro giornate lavorative in più rispetto al trimestre precedente e una giornata lavorativa in più rispetto al terzo trimestre del 2019.

L'Italia fa meglio anche della zona euro, dove la crescita si è fermata al 12,7% dopo una contrazione dell'11,8% nel trimestre precedente. Per Gualtieri l'aumento nel terzo trimestre è tale che la stima del governo di un -9% per l'intero anno resterà confermata anche in caso di una flessione dell'attività economica nel quarto trimestre. In attesa dei dettagli che Istat fornirà con la lettura definitiva il primo dicembre, è probabile che la crescita del Pil "rifletta un rimbalzo molto solido dell'industria ma anche una ripresa dell'attività dei servizi più forte di quanto suggerito dagli indicatori di fiducia", si legge in una nota di UniCredit.

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Ma le nubi all'orizzonte non mancano. Secondo UniCredit l'impetuoso aumento dei casi di coronavirus e l'impatto negativo delle restrizioni - che potrebbero culminare in un nuovo lockdown - comporteranno una perdita di slancio nell'ultima parte dell'anno "con il tasso di crescita trimestrale del Pil che si porterà in territorio negativo" e una conseguente contrazione del Pil 2020 del 9-10%. Istat ha diffuso stamani anche i dati sull'inflazione di ottobre, con l'indice nazionale Nic negativo a livello tendenziale per il sesto mese di fila ma sopra le attese, e quelli sulla disoccupazione, con un tasso al 9,6% - meglio del consensus - in una situazione che vede la platea degli occupati stabile e in continuo calo il numero di persone in cerca di lavoro.

Il governatore di Banca d'Italia Ignazio Visco stamani ha avvertito che l'acuirsi della pandemia potrebbe avere nuove pesanti ripercussioni su un già fragile mercato del lavoro, e che in questa situazione la propensione al risparmio potrebbe restare elevata frenando la ripresa.

Bce, previsioni Pil Eurozona -7,8% nel 2020 e +5,3% nel 2021. Il Pil dell'Eurozona si contrarrà quest'anno del 7,8%, prima di risalire del 5,3% il prossimo e del 2,6% nel 2022. E' questa la stima dei revisori intervistati dalla Bce nell'ambito della Spf, la "Survey of professional forecasters". Le cifre, sottolinea l'Eurotower, rappresentano una revisione al rialzo dello 0,5% per il 2020, un taglio dello 0,4% per l'anno prossimo e un miglioramento dello 0,2% per il 2022. Invariata all'1,4% resta invece l'aspettativa per la crescita del Pil reale a più lungo termine. 

I previsori stimano che l'inflazione armonizzata a livello europeo si collocherà in media allo 0,3% quest'anno per poi accelerare allo 0,9% il prossimo e all'1,3% nel 2022. Le aspettative di lungo periodo si posizionano all'1,7%.    Sul fronte del lavoro, il tasso medio di disoccupazione è atteso all'8,3% nel 2020, al 9,1% nel 2021 e all'8,4% nel 2022. La media di lungo periodo si attesta al 7,6%. 

Germania, Pil: rimbalzo e previsioni. Il Pil della Germania è cresciuto dell'8,2% congiunturale nel terzo trimestre, dopo il -9,7% del secondo trimestre e contro un atteso +7,3%. Lo rilevano le stime flash di Destatis. Si tratta del livello più alto dal 1970 quando l'ufficio federale di statistica ha iniziato le sue rilevazioni. Su base annuale il Pil ha subito una contrazione del 4,3%, dopo il -11,3% del secondo trimestre e contro un atteso -5,3%. L'economia della Germania si ridurrà probabilmente del 5,5% quest'anno. Lo ha stimato il ministero dell'Economia tedesco, rivedendo la sua precedente previsione di un -5,8%. Nel 2021, secondo il governo, la prima economia europea registrerà un'espansione del 4,4%.

Da lunedì in Germania entrerà un vigore un lockdown parziale della durata di un mese per tentare di frenare la seconda ondata della pandemia. La nuova previsione del ministero per il 2020 significherà che la Germania entrerà in una delle peggiori recessioni dell'era successiva alla Seconda guerra mondiale quest'anno, ma significa anche che l'economia non sta andando così male come durante la crisi finanziaria globale del 2009.

Francia, Pil: al ribasso le stime per il 2020. Il governo francese ha rivisto al ribasso le previsioni del Pil per il 2020, con l'obiettivo di tenere conto dell'impatto delle ultime restrizioni legate al coronavirus. La seconda economia dell'Eurozona subirà una contrazione dell'11% quest'anno. Lo ha detto il ministro dell'economia Bruno Le Maire in un'intervista alla radio France Inter. La precedente previsione del governo francese era di una contrazione del 10%. Il presidente francese Emmanuel Macron ieri ha annunciato un lockdown nazionale di un mese per frenare la diffusione della pandemia. Le chiusure riguarderanno ristoranti, bar e negozi ritenuti non essenziali, ma non scuole e attività economiche essenziali. "Avremo un quarto trimestre impegnativo perché saremo confinati", ha commentato Le Maire. Tuttavia, la revisione delle previsioni 2020 è stata "moderata" grazie al "forte rimbalzo" dell'economia nel terzo trimestre, ha spiegato il ministro. 

 

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