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Economia
Manifattura Chiaravalle non si ferma e pensa a diversificare per il rilancio

Motore della trasformazione economica del territorio da agricola a industriale fin dal 1759, Manifattura Chiaravalle continua ad esserlo anche oggi in tempo di crisi per gli effetti del Coronavirus. L’azienda non si è mai fermata, continua a produrre assicurando forza lavoro e vicinanza a un territorio già martoriato per gli effetti del terremoto di qualche anno fa. Nel frattempo, pensa come celebrare la nascita della concittadina Maria Montessori, a centocinquanta anni dalla nascita. Ne parliamo con Pietro Antisari Vittori, amministratore di Itm che ha rilevato le attività di Manifatture Tabacchi Chiaravalle.

Un'altra emergenza economica dopo il terremoto di qualche anno fa. Come procede l'attività di manifattura dei tabacchi?                                                                                                                                                                  “Le Marche sono state sottoposte a prove molto dure negli ultimi anni, ed anche l’emergenza coronavirus ha colpito in modo particolare le province più a nord. Anche qui, come nel resto del Paese, ci sono state crisi del sistema produttivo, pur se limitate ad alcuni specifici distretti. Il tessuto industriale però è sano e molto vivace, fatto di un’imprenditoria diffusa che sa reagire in fretta ai cambiamenti di scenario. Per noi la sfida è ancora più delicata per le vicende che hanno coinvolto il settore e l’azienda nel recente passato, e che ne rendono impegnativo il rilancio”.

Vero che il tabacco nuoce alla salute, ma è anche fonte di ricchezza per il territorio in ragione della fiscalità collegata.                                                                                                                                                                        “Il settore del tabacco è legato ad esperienze di consumo consolidate oramai nei secoli, tanto è vero che anche nella recente restrizione delle attività ha mantenuto attiva la sua rete produttiva e distributiva. L’abitudine all’utilizzazione dei prodotti del tabacco, al di là delle valutazioni di ordine salutistico, è fortemente radicata in molti strati della popolazione che non intendono rinunciarvi. Lo Stato, oggi non più produttore ma ordinatore, continua a governare un mercato che ha ricadute molto importanti sul piano erariale. Nelle Marche, e per il nostro caso specifico, si aggiunge la necessità di preservare un pezzo di storia del Paese che ha prodotto ricchezze per le comunità locali, ha generato sviluppo ed ha rappresentato la prima importante esperienza di emancipazione femminile nel mondo del lavoro”.

In un precedente articolo su questa testata, Manifatture Chiaravalle ha annunciato la diversificazione delle attività legate soprattutto allo sviluppo del territorio. E' ancora in piedi questa idea?                                        “Si, come abbiamo già sottolineato, la Manifattura non rappresenta solo un’iniziativa imprenditoriale, ma anche e soprattutto un pezzo importante della storia del territorio che va preservato e valorizzato. Il coronavirus ha bloccato molte delle iniziative che erano state messe in programma quest’anno per celebrare i 150 anni della nascita di Maria Montessori la cui impronta culturale e professionale è fortemente intrecciata con le vicende della Manifattura e dell’intera comunità di Chiaravalle. Noi continuiamo però a pensare alla Manifattura non solo per le attività produttive sue tipiche, ma anche per la testimonianza che, attraverso eventi, esperienze e prodotti, può consegnare alle comunità locali ed a tutti i visitatori”.

Sta per ripartire la fase 2 prevista dal Governo. Cosa vi aspettate?                                                                  “La Manifattura per fortuna non ha mai interrotto la propria attività, anche se per ragioni di sicurezza abbiamo preferito, d’accordo con le forze sindacali e gli organismi di vigilanza, ridurre la durata dei turni produttivi. Per il resto ci auguriamo che la Regione possa presto uscire dall’emergenza sanitaria e nei limiti delle nostre possibilità, abbiamo raccolto l’appello del presidente Luca Ceriscioli agli imprenditori, assicurando la nostra partecipazione e il nostro sostegno al progetto del nuovo presidio sanitario specifico per l’emergenza Covid. Siamo fermamente convinti che il nostro Paese con le sue immense risorse e il suo spirito solidale, un tessuto economico e sociale straordinario, anche questa volta resisterà e si rialzerà più forte di prima”.

 

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