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Economia
Mediobanca, Bollorè scende al 5,6%. In 6 mesi pronto a vendere un altro 3,1%

Mentre si prepara ad uscire, con uno dei propri rappresentanti dal consiglio di amministrazione di Mediobanca (il 28 ottobre l’assemblea nominerà il nuovo board), Vincent Bollorè ufficializza la discesa nel capitale della merchant bank guidata da Alberto Nagel al 5,6% e precisa che due terzi dei titoli di Piazzetta Cuccia ancora in suo possesso sono coperti da vendite a termine "al più tardi entro il primo trimestre 2021".

Secondo quanto riporta Radiocor, la relazione semestrale del gruppo francese, che fino a due anni fa deteneva poco meno dell'8% di Mediobanca, indica che "dopo avere venduto un po' più dell'1% della partecipazione per 93 milioni di euro nel 2019", è stato "ceduto un ulteriore 1% nel gennaio 2020 per circa 90 milioni di euro".

Al 30 giugno scorso, il gruppo Bollorè "detiene 50 milioni di azioni, pari al 5,6% di Mediobanca, per il 62% coperto da vendite a termine in titoli o contanti, entro fine 2020 e l'inizio del 2021". Entro i prossimi sei mesi potrebbe, quindi, essere ceduto un ulteriore 3,5% di Mediobanca, con la discesa della quota di Bollorè al 2,5% circa. I contratti di vendita sono attivi su 30,9 milioni di titoli e il fair value di questi derivati al 30 giugno era pari a 106 milioni di euro contro -4,4 milioni al 31 dicembre 2019.

A fine semestre, inoltre, 13,8 milioni di azioni Mediobanca erano in garanzia in collegamento con queste operazioni. Il gruppo - precisa per altro la relazione - "conserva la piena proprietà di tutte le sue azioni Mediobanca durante tutta la durata di queste transazioni".

Bollorè, inoltre, si legge sempre nella semestrale, "resta il secondo azionista di Mediobanca e continua ad avere due rappresentanti" nel board, pertanto "ritiene che la sua influenza notevole sia mantenuta". Influenza che però verrà ridimensionata a fine ottobre la figlia Marie Bolloré, in Cda dal rinnovo del 2014, lascerà il posto a un consigliere designato, per la prima volta nella storia di Piazzetta Cuccia dopo il cambio dello statuto, dal board uscente (domani in agenda il Cda con all'ordine del giorno l'approvazione della lista). 

Il valore di utilizzo della partecipazione è stato ricalcolato al 30 giugno scorso sulla base di un'analisi multi-criteri e 'risulta inferiore al valore basato sulla quotazione di Borsa a quella data". Il risultato recuperabile è stato, quindi, basato sul prezzo di Borsa al 30 giugno, pari a 6,39 euro.

In questo modo, Mediobanca incide sul semestre del gruppo Bollorè per -160 milioni, "corrispondente alla svalutazione di Borsa, compensata però a livello di risultato finanziario da +109 milioni di euro corrispondenti alle coperture attivate". 

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