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Economia
Meloni e lo spread, il nemico numero 1 della nostra economia: ecco perchè

Meloni e lo spread, la grande "battaglia" economica del governo di Centrodestra 

Nei giorni scorsi, la presidente del Consiglio Onorevole Giorgia Meloni si è rallegrata per il calo dello spread, che lei considera un merito del suo governo. Non è altro che l'ennesimo, imbarazzante esempio di provincialismo, da parte di un governo gradito all'Aspen Institute. Oggi, dopo anni di spread, l'impoverimento del nostro Paese è evidente in tutto (dai lavori pubblici, all'istruzione e alla sanità per citare soltanto tre esempi). Eppure, nessun economista fa un bilancio onesto e veritiero, tutti considerano lo status quo come una condizione ineluttabile e aprono le braccia sospirando: "Sono le leggi del mercato".

Ma io - giurista - so che le leggi (anche e soprattutto quelle del mercato) le fanno i legislatori, che altro non sono che i Parlamenti nazionali. Ed è proprio questo il punto: i Parlamenti nazionali non contano più nulla, sono stati esautorati nelle loro funzioni da organismi sovranazionali controllati dalla finanza. Lo spread è un esempio straordinario di quanto affermo (da più di trent'anni). Per meglio spiegare i termini della questione, accenno, prima di iniziare la mia analisi dello spread, alla c.d. "regola del 72", che si utilizza per calcolare in fretta e senza calcoli complessi in quanto tempo, investendo un capitale ad un determinato tasso d'interesse (e ovviamente evitando di intaccarlo), lo si raddoppia.

Basta dividere 72 per il tasso d’interesse (o di rendimento) e il risultato equivale al numero di anni necessari per raddoppiare il capitale. Se, per esempio, il tasso d’interesse fosse del 2% annuo, l'investitore impiegherebbe circa 36 anni a raddoppiare il proprio capitale. Se fosse del 3% annuo, 24 anni e così via.
E’ una regola applicabile a tutte le grandezze che crescono/diminuiscono ad un tasso “composto”. Se il Pil di un Paese cresce al 3% annuo, la sua economia impiegherà circa 24 anni per raddoppiare oppure se cresce al 6% impiegherà circa 12 anni. Questa informazione è essenziale per capire il danno che 22 anni di spread hanno causato all'economia italiana. In un articolo uscito su Money.it viene spiegato abbastanza bene cosa sia lo spread. 

Cos’è lo spread Btp-Bund?

Con lo spread Btp-Bund si indica il differenziale (ovvero la differenza) tra il rendimento dei buoni del tesoro italiani e contro gli omologhi tedeschi. Rispondere al quesito cos’è lo spread Btp-Bund è dunque piuttosto semplice: parliamo della differenza dei rendimenti tra i titoli di Stato italiani (Btp) e i titoli di Stato tedeschi (Bund). I titoli di Stato sono delle obbligazioni che un Paese emette in cambio di denaro da parte dell’investitore, con un relativo rendimento da pagare ad una determinata scadenza. Più la salute di un Paese è salda e forte, meno rendimento lo Stato darà all’investitore perché si tratta di un investimento molto sicuro - non esiste il rischio che lo Stato non riesca a ripagare chi ha comprato le sue obbligazioni.

Più l’economia di una nazione è a rischio, più il rendimento sarà alto secondo il ragionamento all’inverso.
In sintesi, per spiegare cos’è lo spread Btp-Bund, si può affermare: è un valore che ci dice quanto è più pericoloso prestare soldi allo Stato italiano (comprando Btp) rispetto al comprare il Bund. Il Btp è paragonato al titolo di Stato tedesco perché il Bund è visto dal mercato come un titolo senza rischio dato che l’economia della Germania è molto solida. Più alto è lo spread Btp-Bund, più alto è il rischio nel comprare il Btp. Più lo spread diminuisce, più l’Italia è valutata come uno Stato credibile e sicuro.
Chi valuta la solidità di un'economia?

Le agenzie di rating, Standard and Poor's e Moody's. In un articolo de Il Corriere della sera del 16  gennaio 2022, venivano indicati gli azionisti delle principali agenzie di rating: compaiono i nomi dei principali fondi di investimento mondiali (BlackRock, State Street e Vanguard), di banche d'affari, grandi capitalisti come Warren Buffet, hedge fund speculativi e fondi pensione conservativi. 

Perché la solidità di un'economia incide sullo spread?

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