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Economia
Mps, scaduto il lockup, ora il Mef può vendere altre quote: via al risiko
Luigi Lovaglio

Mps, via il lockup: a chi andranno le quote del Tesoro

Dopo Eni e in attesa di Poste, è di nuovo il turno di Monte dei Paschi. Da oggi, 2 luglio, con la scadenza del lockup, il Ministero dell'Economia e delle Finanze (Mef) potrà vendere un'altra fetta della sua quota, attualmente al 26,7%. Con l'approssimarsi di questa data, i riflettori dei mercati sono puntati tutti sul Mef, che potrebbe riservare un colpo di scena con la cessione di una nuova tranche di azioni, dopo aver già venduto il 12,5% delle quote totali.

Come riportato da Investire Magazine, un'ulteriore cessione consentirebbe al Mef di realizzare una discreta plusvalenza, grazie alla performance eccezionale del titolo della banca senese. Infatti, dall'inizio dell'anno, le azioni Mps sono schiezzate del 35,6%, passando da 3,23 euro a 4,38 euro, e portando la capitalizzazione della banca a un solido 5,4 miliardi di euro.

Negli ultimi sei mesi, il titolo ha segnato un impressionante aumento del 63,93%, indicando che il mercato è ora pronto a scommettere su un ulteriore collocamento di azioni da parte del Tesoro. Secondo il Corriere della Sera, potrebbero anche essere offerti circa il 10% delle azioni della banca, del valore approssimativo di 700 milioni di euro. Mps dal canto suo ha già registrato un inizio d'anno fenomenale, con un aumento di oltre il 200% da quando è stato lanciato l'aumento di capitale da 2,5 miliardi di euro poco più di un anno fa.

Tuttavia il sottosegretario al Mef, Federico Freni, ha dichiarato in occasione dell'incontro annuale della Consob a Milano che, sebbene l'opportunità di realizzare una discreta plusvalenza sia ben chiara, "non c’è fretta" di procedere con la cessione aggiuntiva. Tuttavia, la tensione nel mercato è palpabile.

LEGGI ANCHE: Mps, Bper verso la fusione. Cimbri nega, ma è l'unica vera candidata

Con l'avvicinarsi delle elezioni europee e la necessità di attendere una nuova configurazione del Parlamento dell'Unione, oltre alle prossime mosse della Bce sui tassi, il contesto macroeconomico rimane un fattore critico. Tuttavia, l'interesse dei fondi internazionali per le quote di Mps vendute dal Mef resta  comunque alto. La storica banca di Siena, che ha ancora ampi margini di crescita rispetto ai suoi concorrenti, rappresenta una pedina cruciale nel risiko bancario italiano. 

Eppure per ora, le altre banche, sembrano disinteressate a entrare in gioco. Unipol ha chiarito di non avere alcun interesse diretto e di non considerare l'opzione di coinvolgere Bper, di cui possiede oltre il 19% delle azioni. Attualmente, sembra esserci un'evidente riluttanza tra i banchieri verso fusioni e acquisizioni, con Unicredit (inizialmente considerata una possibile contendente) che pare aver completamente perso qualsiasi interesse per Mps.






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