Pensione anticipata, ecco che cos’è Quota 84
Novità sul fronte pensionistico. Il governo Meloni sta studiando un nuovo assegno “anticipato” per le donne, diverso sia dall’Ape sociale al femminile che a Opzione Donna. Si tratta di una pensione che sarà possibile ottenere con soli 20 anni di contributi. Nel 2022 – si legge su Il Messaggero – le donne avevano la possibilità di uscire dal lavoro anticipatamente con calcolo contributivo dell’assegno. L’opzione prevedeva un’età di uscita di 58 anni per le lavoratrici dipendenti e di 59 per le autonome. In entrambi i casi con almeno 35 anni di contributi maturati. Nel 2023 si sono aggiunte le agevolazioni per le donne con 35 anni di contributi che sono invalide civili almeno al 74% o che assistono un parente invalido.
Per il 2024 adesso le ipotesi sul tavolo sono due. La prima prevede la pensione tra i 60 e i 63 anni di età con 35 di contributi. La seconda invece l’età di 63 anni e 20 di contributi con ricalcolo contributivo dell’assegno. Sul fronte si attende anche il riconoscimento dello 0,8% di conguaglio per allineare gli assegni 2023 all’inflazione effettiva. Non si esclude poi l’ipotesi di una revisione – forse un’ulteriore stretta – del meccanismo di adeguamento (in misura piena solo per quelle più basse) introdotto con la scorsa manovra, che è in vigore per due anni.
Leggi anche: Ex Ilva, l’Ue verifica come sono stati spesi gli 800mln: ispezione a Taranto
Leggi anche: Mediobanca, Delfin presenta la lista a cinque per il rinnovo del cda
La misura a cui lavora il governo – prosegue Il Messaggero – é diversa dall’Ape social al femminile e da Opzione Donna. Che costituirà un anticipo di Quota 84, ovvero la regola generale per chi si trova nel sistema interamente contributivo. Con alcune correzioni: non sarà necessario aver raggiunto un emolumento pari almeno a 2,8 volte quella minima. Ma con lo scivolo ci sarà il ricalcolo con il metodo contributivo. E che secondo le simulazioni dovrebbe avere una ricaduta più contenuta rispetto a Opzione Donna. Che decurtava l’assegno del 20-30% a seconda delle situazioni. Mentre rimane in piedi l’idea del part time negli ultimi due anni di lavoro con l’assunzione di giovani. E l’aumento delle pensioni minime.




