Quota 100 non è destinata a tornare automaticamente nel 2027 e al momento non esiste una proposta governativa già approvata per ripristinarla con le vecchie regole. La misura consentiva di lasciare il lavoro con almeno 62 anni di età e 38 di contributi e ha riguardato chi ha maturato i requisiti tra il 2019 e il 2021. Il confronto sulla Manovra 2027 guarda invece soprattutto a nuove forme di flessibilità, compresa la possibile uscita a 64 anni estesa anche ai lavoratori del sistema misto, accettando il calcolo interamente contributivo della pensione.
Da Quota 100 a Quota 103, la cronologia
Quota 100 è stata introdotta nel 2019 e permetteva di andare in pensione con almeno 62 anni di età e 38 anni di contributi. I requisiti potevano essere maturati dal 1° gennaio 2019 al 31 dicembre 2021. Chi li ha raggiunti entro quella data può utilizzare il diritto anche successivamente.
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Nel 2022 Quota 100 è stata sostituita da Quota 102. La nuova formula richiedeva almeno 64 anni di età e 38 anni di contributi, da maturare entro il 31 dicembre 2022. La misura è rimasta quindi operativa per un solo anno.
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Dal 2023 è arrivata Quota 103, ufficialmente denominata pensione anticipata flessibile. I requisiti sono diventati 62 anni di età e almeno 41 anni di contributi. La legge di Bilancio 2024 ha confermato la misura, introducendo però il calcolo interamente contributivo e abbassando a quattro volte il trattamento minimo il tetto temporaneo sull’assegno. Quota 103 è stata poi prorogata anche per il 2025 mantenendo 62 anni e 41 anni di contributi e le regole più restrittive introdotte nel 2024.
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La legge di Bilancio 2026 non ha prorogato Quota 103 per chi matura i requisiti nel 2026. L’Inps chiarisce che può ancora accedervi chi aveva raggiunto 62 anni e 41 anni di contributi entro il 31 dicembre 2025, anche presentando la domanda successivamente.
Pensione a 64 anni, la proposta per il 2027
La proposta che ha ricevuto maggiore attenzione nelle ultime settimane riguarda l’uscita a 64 anni. Oggi la pensione anticipata contributiva è riservata principalmente a chi ha iniziato a versare contributi dal 1° gennaio 1996, nel rispetto anche di una soglia minima sull’importo maturato.
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Il sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon ha proposto di estendere questa possibilità, in via sperimentale dal 2027 al 2029, anche a chi possiede contributi precedenti al 1996. In cambio il lavoratore dovrebbe accettare il ricalcolo dell’intero assegno con il metodo contributivo. L’intervento avrebbe un costo significativo e dovrà quindi trovare spazio nella legge di Bilancio.
Pensioni 2027, assegni più bassi a parità di età
Dal prossimo anno cambieranno anche i coefficienti di trasformazione, cioè i valori utilizzati per convertire il montante contributivo accumulato dal lavoratore nell’importo annuale della pensione.
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Il decreto pubblicato dal ministero del Lavoro prevede coefficienti più bassi per il biennio 2027-2028. A 67 anni il valore scenderà dal 5,575% al 5,514%, mentre a 64 anni passerà dal 5,086% al 5,009%. A parità di contributi accumulati e di età al pensionamento, il nuovo calcolo può quindi produrre un assegno leggermente più basso rispetto ai coefficienti applicati nel biennio precedente. Il principio resta quello per cui un’età più alta al momento del pensionamento corrisponde a un coefficiente maggiore. I nuovi valori saranno però inferiori, a parità di età, rispetto a quelli utilizzati nel 2025-2026.
Quota 41 e pensione anticipata, cosa può cambiare
Resta nel dibattito anche Quota 41, cioè una maggiore flessibilità per chi ha accumulato molti anni di contributi. Una delle ipotesi circolate prevede 41 anni di versamenti e almeno 62 anni di età, accompagnati da una riduzione dell’assegno per chi lascia il lavoro prima dell’età pensionabile ordinaria. Questi parametri non figurano però, al momento, in una norma approvata.
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Con le regole già vigenti, dal 2027 la pensione anticipata ordinaria richiederà invece 42 anni e 11 mesi di contributi agli uomini e 41 anni e 11 mesi alle donne, salvo le categorie escluse dall’adeguamento. Per la pensione di vecchiaia l’età salirà nel 2027 a 67 anni e un mese, mentre nel 2028 arriverà a 67 anni e tre mesi. Il ritorno della vecchia Quota 100 resta quindi, allo stato attuale, un’ipotesi politica e non una misura già inserita nella riforma.
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