L’Inps ha attivato la piattaforma “Pignoramenti presso terzi su pensioni”. Il servizio consente ai creditori soggetti giuridici di gestire online le procedure sulle pensioni pignorate.
Pignoramento pensioni, il nuovo portale Inps
Il pignoramento delle pensioni passa da una nuova piattaforma digitale dell’Inps. L’Istituto ha comunicato l’attivazione del servizio “Pignoramenti presso terzi su pensioni”, pensato per i soggetti giuridici creditori pignoratizi che devono seguire una procedura esecutiva su trattamenti pensionistici.
La novità riguarda banche, finanziarie, società, enti e altri creditori organizzati come soggetti giuridici. Non è un servizio destinato direttamente ai pensionati. Serve a concentrare in un solo accesso le attività legate alla gestione dei pignoramenti presso terzi, quando l’Inps interviene come ente che eroga la pensione al debitore.
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Nel pignoramento presso terzi il creditore non si rivolge direttamente al pensionato per ottenere il pagamento. La trattenuta viene applicata sulla pensione, nei limiti consentiti, dopo il passaggio giudiziario previsto dalla procedura. L’Inps, in quel caso, è il terzo pignorato e deve gestire le trattenute secondo le regole indicate dall’autorità competente.
La piattaforma permette ai creditori accreditati di consultare e gestire le informazioni collegate ai piani di ammortamento sulla pensione. L’obiettivo operativo è ridurre il ricorso ai canali tradizionali con le sedi territoriali e rendere più tracciabile lo stato delle procedure.
Pignoramento pensioni: come funziona l’accesso per i creditori
L’accesso al nuovo servizio avviene tramite il Sistema Soggetti Giuridici. Può entrare il rappresentante legale del creditore pignoratizio oppure un delegato abilitato. Per il primo utilizzo deve essere compilato e inviato il modulo MV59, indicato dall’Inps come passaggio necessario per l’accreditamento.
Una volta completata l’abilitazione, il soggetto giuridico può seguire le attività connesse ai pignoramenti per tutta la durata del procedimento. Il portale diventa quindi il punto di ingresso per consultare dati, aggiornamenti e informazioni operative.
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Per i creditori significa avere un canale più diretto. Gli uffici Inps, invece, possono spostare una parte delle comunicazioni su un percorso standardizzato. La gestione resta legata agli atti della procedura, non a una richiesta libera del creditore.
Il pignoramento della pensione continua infatti a richiedere un titolo e un procedimento regolare. La piattaforma non autorizza da sola il prelievo. Serve a gestire in modo digitale una procedura già avviata secondo le regole previste.
Pignoramento pensioni: cosa cambia per i pensionati
Per i pensionati la novità non elimina le tutele previste dalla legge. La pensione non può essere aggredita per intero. Una quota resta protetta dal cosiddetto minimo vitale, calcolato sulla base dell’assegno sociale e aggiornato ogni anno.
Nel 2026 l’attenzione resta concentrata sui limiti di pignorabilità. Le pensioni previdenziali possono essere pignorate solo in parte. Alcune prestazioni assistenziali, come l’assegno sociale, l’invalidità civile e l’indennità di accompagnamento, non seguono la stessa disciplina dei trattamenti pensionistici ordinari.
La trattenuta può riguardare debiti verso privati, banche, finanziarie o amministrazioni pubbliche, ma deve rispettare i limiti fissati dal codice di procedura civile. In presenza di più creditori, le trattenute non possono comprimere oltre misura l’importo lasciato al pensionato.
Il pensionato che subisce una trattenuta deve controllare il cedolino Inps e verificare la voce relativa al pignoramento. Se l’importo appare errato, la verifica passa dagli atti della procedura e dall’autorità che ha disposto il prelievo. La piattaforma nasce per i creditori, ma i suoi effetti si vedranno nella gestione delle trattenute mensili.

