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Economia
Metà delle famiglie vive con meno di 2.100 euro. 6 mln di pensionati con meno di 1000 euro
SCHIAFFO 4 - Quelli che hanno donato per le presunte discriminazioni a scuola a Lodi. Si sono fatti
strumentalizzare dai media nazionali e da politici sconfitti in cerca di rivincita.

Italiani sempre più poveri? Anche se BankItalia fa sapere che la caduta dei nostri redditi si è arrestata, le fotografie scattate da Via Nazionale e dall'Istat sono di quelle che gettano nello scoramento. La banca centrale italiana ha appena comunicato infatti che la metà delle famiglie ha un reddito fino a 25.700 euro, ovvero circa 2.100 euro al mese mentre l'Istat spiega che oltre 6 milioni di pensionati italiani, quattro su dieci, percepiscono un assegno mensile inferiore ai mille euro. C'è di più.

Secondo l'istituto presieduto da Ignazio Viscola ricchezza resta concentrata nelle mani di pochi. E, peggio, le diseguaglianze faticano a ridursi: la concentrazione della ricchezza in mano a poche famiglie infatti è costante negli ultimi 20 anni. Il 5% delle famiglie italiane più ricche, con un patrimonio di 1,3 milioni a nucleo (costituito in prevalenza dalla casa di abitazione) deteneva nel 2014 oltre il 30% della ricchezza complessiva

Lo scorso anno, il reddito familiare netto medio è stato di 30.500 euro, circa 2.500 al mese arrestando tra il 2012 ed il 2014 la caduta che proseguiva dal 2008. Aumenta, inoltre, la percentuale di italiani a basso reddito (sotto la soglia di 9.600 euro) ovvero con un reddito equivalente (una misura del benessere che tiene conto della dimensione e della struttura demografica della famiglia in cui vive) sotto il 60% del reddito equivalente mediano: lo scorso anno era al 22,3% contro il 19,6% del 2006 e il 20,6% nel 2012.

Sul tema pensioni, invece, il punto dell'Istat spiega che nel 2014 la spesa complessiva per prestazioni previdenziali è aumentata dell’1,6% rispetto al 2013 fino ad arrivare a 277,067 miliardi di euro. L’ incidenza sul Pil è cresciuta di 0,2 punti percentuali. Ormai rappresenta il 17,17% del Pil (era il 16,97% nel 2013). L’Istituto nazionale di statistica spiega che l’anno scorso sono state erogate 23,2 milioni di prestazioni a 16,3 milioni di pensionati. I pensionati sono 16,3 milioni, circa 134 mila in meno rispetto al 2013.

Il problema è che cresce l’importo medio annuo degli assegni: 11.943 euro, 245 euro in più rispetto al 2013 (+2,1%). In alcuni casi, infatti, uno stesso pensionato può contare anche su più di una pensione. Per la precisione, n Italia, dati del 2014 alla mano, risulta titolare di un doppio assegno pensionistico oltre una persona su quattro. Il 25,4% dei pensionati percepisce due assegni, si tratta di più di 4 milioni di individui. E c’è anche una quota, pari al 7,8%, che gode di tre o più pensioni.

Le pensioni di vecchiaia assorbono oltre i due terzi (70%) della spesa pensionistica totale; seguono quelle ai superstiti (14,9%) e le pensioni assistenziali (8,0%); più contenuto il peso delle pensioni di invalidità (5,6%) e delle indennitarie (1,6%). In media ognuno percepisce 17.040 euro all’anno (403 euro in più rispetto al 2013). Le donne rappresentano il 52,9% dei pensionati e percepiscono in media 14.283 euro (contro 20.135 euro degli uomini); la metà delle donne (49,2%) riceve meno di mille euro al mese, a fronte di circa un terzo (30,3%) degli uomini. Il 47,7% delle pensioni è erogato al Nord, il 20,4% nelle regioni del Centro e il restante 31,9% nel Mezzogiorno.

Il 40,3% dei pensionati percepisce un reddito da pensione inferiore a 1.000 euro al mese, un ulteriore 39,1% tra 1.000 e 2.000 euro; il 14,4% riceve tra 2000 e 3000 euro mentre la quota di chi supera i 3.000 euro mensili è pari al 6,1% (4,7% tra 3.000 e 5.000 euro; 1,4% oltre 5.000 euro). Nel 2014 la spesa complessiva per prestazioni pensionistiche è aumentata dell’1,6% rispetto al 2013 fino ad arrivare a 277.067 milioni di euro. L’ incidenza sul Pil è cresciuta di 0,2 punti percentuali. Ormai rappresenta il 17,17 per cento del Pil (era il 16,97% nel 2013. A fare il punto è l’Istat.

L’Istat spiega che l’anno scorso sono state erogate 23,2 milioni di prestazioni a 16,3 milioni di pensionati. I pensionati sono 16,3 milioni, circa 134 mila in meno rispetto al 2013. Il problema è che cresce l’importo medio annuo degli assegni: 11.943 euro, 245 euro in più rispetto al 2013 (+2,1%). In alcuni casi, infatti, uno stesso pensionato può contare anche su più di una pensione. Per la precisione, n Italia, dati del 2014 alla mano, risulta titolare di un doppio assegno pensionistico oltre una persona su quattro. Il 25,4% dei pensionati percepisce due assegni, si tratta di più di 4 milioni di individui. E c’è anche una quota, pari al 7,8%, che gode di tre o più pensioni.

Le pensioni di vecchiaia assorbono oltre i due terzi (70%) della spesa pensionistica totale; seguono quelle ai superstiti (14,9%) e le pensioni assistenziali (8,0%); più contenuto il peso delle pensioni di invalidità (5,6%) e delle indennitarie (1,6%). In media ognuno percepisce 17.040 euro all’anno (403 euro in più rispetto al 2013). Le donne rappresentano il 52,9% dei pensionati e percepiscono in media 14.283 euro (contro 20.135 euro degli uomini); la metà delle donne (49,2%) riceve meno di mille euro al mese, a fronte di circa un terzo (30,3%) degli uomini. Il 47,7% delle pensioni è erogato al Nord, il 20,4% nelle regioni del Centro e il restante 31,9% nel Mezzogiorno.
 

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