Economia
Intelligenza artificiale e il rischio di una nuova bolla, dove conviene investire? Ecco come posizionare il portafoglio tra azioni, bond e valute
Il commento di Yoram Lustig, Head of Global Investment Solutions, EMEA, T. Rowe Price

Rischio bolla IA: come posizionare il portafoglio tra azioni, bond e valute
L’intelligenza artificiale è diventata protagonista assoluta dei mercati finanziari. Gli investitori stanno riversando capitali in chip per l’IA, software, data center e in qualsiasi attività collegata a questa tecnologia. I vertici aziendali parlano dell’IA come del prossimo grande motore di crescita, mentre governi e policymaker la indicano come uno strumento per aumentare la produttività e rafforzare la crescita economica di lungo periodo. Con così tanta attenzione concentrata sull’IA, è naturale chiedersi se ci troviamo all’inizio di una trasformazione duratura oppure se i mercati siano andati troppo oltre e con una fretta eccessiva.
La verità probabilmente sta nel mezzo. Le bolle di mercato tendono a formarsi quando i prezzi crescono più rapidamente dei risultati reali delle imprese. L’ottimismo diventa il principale motore e gli investitori acquistano perché si aspettano che qualcun altro paghi di più in seguito. Alcuni segmenti del mercato dell’AI mostrano segnali di questo comportamento. Gli investimenti sono aumentati rapidamente, ma i miglioramenti concreti in termini di profitti e produttività restano limitati al di fuori di un ristretto gruppo di grandi aziende. Molte imprese stanno solo iniziando a esplorare come l’IA possa migliorare l’efficienza e poche sono riuscite a tradurre queste promesse in un aumento degli utili.
Questa situazione non è nuova. Alla fine degli anni Novanta, gli investitori si riversarono sulle società internet ben prima che molte di esse disponessero di modelli di business sostenibili. Quando la bolla scoppiò, molte aziende fallirono. Tuttavia, internet sopravvisse e finì per trasformare la vita quotidiana. Commercio, lavoro, comunicazione e intrattenimento furono profondamente ridisegnati. La lezione di quel periodo è chiara: le tecnologie dirompenti spesso arrivano insieme a eccessi finanziari. L’errore non è credere nella tecnologia, ma pensare che i primi vincitori e le valutazioni elevate possano durare per sempre.
I boom di mercato raramente finiscono perché la narrazione scompare improvvisamente. Di solito si esauriscono quando la fiducia si indebolisce o quando l’accesso al credito diventa più difficile. In passato, l’aumento dei tassi di interesse ha spesso innescato questo cambiamento. Questo ciclo, però, è diverso. Le banche centrali sono più vicine a tagliare i tassi che ad aumentarli, e questo ha contribuito a mantenere la calma sui mercati. Tuttavia, i costi di finanziamento a lungo termine sono aumentati, soprattutto negli Stati Uniti, restringendo in modo silenzioso le condizioni finanziarie. Anche altri rischi potrebbero modificare il sentiment, tra cui utili deludenti delle principali società legate all’IA, una regolamentazione più stringente o segnali di rallentamento degli investimenti tecnologici da parte delle imprese.
Finché questa fiducia non verrà meno, gli investimenti legati all’IA potrebbero proseguire. Ingenti risorse continuano a essere destinate a progetti di lungo periodo e gran parte della costruzione delle infrastrutture è ancora in corso. I mercati possono restare entusiasti più a lungo di quanto molti si aspettino.
In questo contesto, gli investitori cercano di mantenere un equilibrio piuttosto che puntare su scommesse aggressive. Per molti, mantenere un moderato sovrappeso su azioni e altri asset più rischiosi continua ad avere senso. La crescita economica si è dimostrata più forte del previsto, la spesa pubblica resta sostenuta e le banche centrali si preparano ad allentare la politica monetaria. Questi fattori favoriscono l’assunzione di rischio. Allo stesso tempo, le valutazioni elevate lasciano poco margine di errore, rendendo ancora più importanti la diversificazione e la prudenza.
Reddito fisso: high yield interessante, ma la selezione è d’obbligo
Le obbligazioni high yield restano apprezzate perché offrono rendimento in una fase in cui i rendimenti di altre asset class possono essere incerti. I rendimenti sono relativamente interessanti, i tassi di default contenuti e i bilanci aziendali generalmente solidi. Inoltre, questi titoli tendono a essere meno sensibili all’aumento dei tassi di interesse rispetto alle obbligazioni governative a lunga scadenza. La selezione rimane cruciale, poiché le società più deboli sono più vulnerabili in caso di peggioramento delle condizioni.
Le obbligazioni governative, un tempo considerate la parte più sicura di un portafoglio, appaiono meno rassicuranti in prospettiva. Livelli elevati di debito pubblico, disavanzi di bilancio persistenti e l’aumento del costo della vita alimentano rischi inflazionistici. Negli Stati Uniti, le pressioni politiche a sostegno delle famiglie e della crescita potrebbero tradursi in una politica fiscale più espansiva, mantenendo vive le pressioni sui prezzi anche in presenza di un calo dei tassi di interesse. Per questo motivo, molti investitori stanno limitando l’esposizione alle obbligazioni a lunga durata.
Azioni: opportunità in Europa e Giappone
Un segnale incoraggiante è che la leadership di mercato si sta gradualmente ampliando. Le grandi società tecnologiche statunitensi continuano a dominare i titoli dei giornali, ma stanno emergendo opportunità anche altrove. Le azioni al di fuori degli Stati Uniti sono generalmente più convenienti. L’Europa potrebbe beneficiare di un aumento della spesa per la difesa e le infrastrutture, mentre il Giappone continua ad attirare interesse grazie al miglioramento della corporate governance. La Cina affronta diverse sfide, ma le sue esportazioni e il ruolo nelle catene globali di fornitura tecnologica restano rilevanti. Anche le small cap USA appaiono più interessanti, soprattutto se tassi più bassi dovessero sostenere la crescita domestica.
Dal punto di vista dello stile di investimento, i titoli growth legati alla tecnologia e all’IA restano
sostenuti da forti trend di lungo periodo. Allo stesso tempo, i titoli value in settori come bancario, industriale ed energetico offrono opportunità interessanti. In un mondo in rapido cambiamento, la flessibilità conta più dell’adesione rigida a un unico approccio.
Valute: dollaro debole, ma ancora difensivo
I mercati valutari aggiungono un ulteriore livello di incertezza. Paesi diversi affrontano pressioni differenti su crescita e inflazione, generando una volatilità persistente. Il dollaro statunitense si è recentemente indebolito, ma continua a svolgere un ruolo difensivo nelle fasi di tensione e offre tassi di interesse relativamente più elevati. Opportunità selettive esistono anche altrove, ma la scelta richiede grande attenzione.
Guardando al futuro, il rischio maggiore non è che l’IA scompaia, bensì che gli investimenti rallentino bruscamente. Altri rischi includono un aumento della disoccupazione, un ritorno dell’inflazione, condizioni finanziarie più restrittive e tensioni geopolitiche. Quando l’ottimismo è elevato, i mercati possono reagire in modo significativo anche a piccoli cambiamenti nelle aspettative. L’intelligenza artificiale è destinata a plasmare l’economia globale per molti anni. Allo stesso tempo, l’entusiasmo attuale mostra segnali di eccesso già noti. Per gli investitori, l’obiettivo non è né l’entusiasmo cieco né la paura, ma un equilibrio costante tra opportunità e rischio. È un approccio forse meno emozionante, ma spesso il più solido quando il clima di mercato inevitabilmente cambia.
