Garlasco, scontro a Mattino Cinque: Panicucci incalza, Redaelli frena: "Non metta in bocca parole che non ho detto" - Affaritaliani.it

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Ultimo aggiornamento: 15:21

Garlasco, scontro a Mattino Cinque: Panicucci incalza, Redaelli frena: "Non metta in bocca parole che non ho detto"

A Mattino Cinque il confronto teso con Dario Redaelli sulla nuova consulenza: tempi ristretti, arma del delitto e dinamica dell’aggressione

Il caso Garlasco torna al centro del dibattito televisivo con un acceso confronto andato in onda nella puntata del 14 gennaio 2026 di Mattino Cinque. Protagonisti dello scontro in diretta sono stati la conduttrice Federica Panicucci e Dario Redaelli, consulente della famiglia Poggi, collegato per commentare la nuova consulenza che collocherebbe Alberto Stasi sulla scena del crimine e farebbe partire l’aggressione dalla cucina.

Fin dall’inizio Panicucci ha incalzato Redaelli sui tempi a disposizione:
“Come colloca questa azione omicidiaria nei soli 23 minuti a disposizione di Stasi?”
Il consulente ha ammesso che si tratta di tempi “indubbiamente ridotti”, ma ha precisato che la distanza tra cucina e punto indicato in sentenza è minima e richiederebbe solo pochi secondi.

Il confronto si è acceso quando la conduttrice ha ipotizzato una sequenza di azioni quotidiane – colazione, discussione, discesa in cantina per recuperare l’arma – chiedendo come tutto ciò potesse conciliarsi con una dinamica così rapida. La risposta di Redaelli è stata netta e ripetuta più volte:
“Queste sono sue considerazioni”, prendendo le distanze dalle interpretazioni proposte in studio.

Secondo Redaelli, dal garage della villetta mancherebbe un martello, che potrebbe essere compatibile con il mezzo lesivo:
“Per noi il mezzo è uno, con una doppia parte, come un martello con lato appuntito e lato piatto. Anche la dinamica dei colpi cambia se la persona è in piedi e in movimento”.

In studio, però, il dibattito si è spostato sulle conseguenze di questa nuova ricostruzione. Franco Brindisi ha parlato di certezze “graniche” che starebbero crollando, mentre Gallo ha sottolineato che una simile ipotesi renderebbe ancora più difficile immaginare che Stasi abbia potuto compiere tutto in così poco tempo.

Ancora una volta Redaelli ha voluto marcare la distanza:
“Queste sono vostre considerazioni. Io mi limito a prendere atto degli elementi, il mio lavoro non è fatto in favore o contro qualcuno”.

Un confronto che dimostra come, a quasi vent’anni dal delitto di Chiara Poggi, il caso Garlasco continui a dividere anche davanti alle telecamere.