Esteri
Elezioni Ungheria, Meloni e Salvini nel video di Orbán con i leader sovranisti
Nel video del premier magiaro compaiono anche Milei, Netanyahu, Le Pen e Abascal

Giorgia Meloni e Matteo Salvini
Giorgia Meloni e Matteo Salvini entrano a sorpresa nella campagna elettorale ungherese. I due leader italiani compaiono infatti nello spot ufficiale di Viktor Orbán in vista delle elezioni politiche del 12 aprile, in un video che sta già facendo discutere a Bruxelles e nelle capitali europee.
Il filmato, diffuso il 14 gennaio e realizzato dall’Agenzia Vista, mette in scena una vera e propria “internazionale sovranista”: oltre alla presidente del Consiglio italiana e al leader della Lega, scorrono i volti del presidente argentino Javier Milei, del premier israeliano Benjamin Netanyahu, del presidente serbo Aleksandar Vučić, della capogruppo di AfD Alice Weidel, della leader francese Marine Le Pen e dello spagnolo Santiago Abascal.
Una scelta comunicativa che ha un chiaro obiettivo politico. Orbán vuole presentarsi come il perno di un fronte globale che sfida l’establishment europeo e le istituzioni comunitarie, mostrando agli elettori ungheresi di avere alle spalle alleati potenti e riconoscibili anche fuori dai confini nazionali.
Nel video non ci sono comizi tradizionali né slogan tecnici: la narrazione è tutta costruita sull’immagine di un blocco politico alternativo all’Europa “burocratica”, con i leader che scorrono uno dopo l’altro come in una sorta di endorsement corale. L’apparizione di Meloni è particolarmente significativa, perché arriva in un momento in cui la premier italiana sta cercando di accreditarsi come figura centrale nei nuovi equilibri della destra europea.
Non meno rilevante la presenza di Salvini, che negli ultimi mesi ha intensificato i contatti con i movimenti sovranisti e con gli stessi ambienti vicini a Orbán. Il leader leghista, più volte critico verso l’Unione europea, viene così rilanciato nello scenario internazionale proprio mentre in Italia il suo peso politico è oggetto di dibattito.
Le reazioni non si sono fatte attendere. Nei palazzi di Bruxelles lo spot viene letto come una mossa provocatoria, un messaggio diretto alla Commissione e al Parlamento europeo in vista delle prossime battaglie su migranti, stato di diritto e politiche energetiche.
A meno di tre mesi dal voto, Orbán gioca la carta dell’orgoglio identitario e dell’alleanza dei “non allineati” all’asse franco-tedesco. E l’immagine di Meloni e Salvini al suo fianco racconta molto più di un semplice video elettorale: è il tentativo di ridisegnare i confini politici dell’Europa che verrà.
