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Economia
Stellantis, sindacati temono la delocalizzazione e salta il Salone dell'Auto
Carlos Tavares
Lapresse

Stellantis, salta il Salone dell'Automobile di Ginevra: intanto, i dipendenti Opel temono la delocalizzazione

Una crisi senza precedenti. Dopo le chiusure in Italia, Stellantis stoppa anche gli stabilimenti di Vienna e di Eisenach. Infatti, Stellantis ha annunciato ieri il fermo della produzione nello stabilimento di Vienna sino al 31 dicembre 2021, replicando quanto deciso settimana scorsa per l'impianto di Eisenach, in Turingia.

Iniziano dunque i “mal di pancia” e i lavoratori dello stabilimento Opel, in Germania, chiuso la scorsa settimana fino alla fine dell’anno a causa della carenza di chip, hanno accusato la casa madre Stellantis di sfruttare il programma di sospensione dal lavoro, finanziato dal governo tedesco, per spostare la produzione fuori dal Paese. I rappresentanti dei sindacati temono che Opel, obbligata a causa di un accordo siglato lo scorso anno a non licenziare fino al 2025, abbia messo i lavoratori in congedo come soluzione temporanea che potrebbe evolvere in una chiusura nel lungo termine.

Il modello Grandland X prodotto a Eisenach verrà fabbricato nello stabilimento di Sochaux in Francia fino a quando la fabbrica tedesca non riaprirà, ma i dipendenti temono che la produzione verrà spostata in Francia in modo permanente. “Non glielo lasceremo fare”, ha scritto Uwe Loesche, capo del consiglio dei lavoratori in una nota pubblicata sul sito del sindacato Ig Metall. La scorsa settimana due sindacati in Francia hanno criticato Stellantis in maniera simile in merito allo sfruttamento del regime di cassa integrazione, alludendo che l’azienda usi la scarsa disponibilità di chip come scusa per mandare in congedo un numero sproporzionato di persone e intascare così i soldi dei contribuenti. Stellantis non ha al momento risposto a una richiesta di commento alle accuse di IG Metall.

Secondo il sindacato, l’azienda non ha fornito informazioni chiare in merito alla riapertura dello stabilimento, ma Carlos Tavares, AD di Stellantis, insieme ad altri numero uno di diverse case automobilistiche ed esperti del settore, ha predetto che la crisi dei semiconduttori si protrarrà fino al 2022 inoltrato. Negli ultimi mesi l’azienda ha interrotto la produzione negli stabilimenti di Francia, Stati Uniti e Italia a causa di una carenza di chip, con Stellantis che ha previsto che produrrà 1,4 milioni di veicoli in meno. Secondo gli analisti, la quarta casa automobilistica al mondo, nata all’inizio dell’anno dalla fusione della francese Psa e di Fiat Chrysler, ha seri problemi di eccesso di capacità, che potrebbe portare a una chiusura di stabilimenti, sebbene il Ceo Tavares abbia promesso che tra le soluzioni per risollevare gli utili di Opel non ci sarà la chiusura delle fabbriche.

Ma la crisi dei semiconduttori non ha colpito solo sulla produzione dei veicoli, ma anche sul settore espositivo. A causa di questioni relative alla pandemia di Covid-19 e alla mancanza di chip, la fondazione Comité Permanent du Salon International de l’Automobile, in quanto organizzatrice del Salone Internazionale dell’Automobile di Ginevra (Gims), è stata costretta a posticipare l’evento al 2023. L’edizione 2022 sarà annullata, i passi già intrapresi per evolvere la piattaforma continueranno a essere implementati, consentendo uno spettacolo di maggiore impatto nel 2023.

Le questioni dirette e indirette relative alla pandemia di Covid-19 in corso, spiega una nota, non hanno lasciato alternative agli organizzatori. Da un lato, le questioni dirette della pandemia includono continue restrizioni di viaggio per espositori, visitatori e giornalisti internazionali. D’altra parte, i problemi indiretti della pandemia, come la carenza di semiconduttori, hanno presentato alle case automobilistiche nuove priorità che devono prima risolvere. Questi problemi hanno portato a diverse cancellazioni recenti, che hanno portato alla conferma finale del rinvio dello show.

“Abbiamo spinto molto e fatto di tutto per riattivare il Salone Internazionale dell’Automobile di Ginevra nel 2022”, afferma Maurice Turrettini, presidente del “Comitè”. “Nonostante tutti i nostri sforzi, dobbiamo affrontare i fatti e la realtà: la situazione pandemica non è sotto controllo e si presenta come una grande minaccia per un grande evento indoor come il Gims. Ma vediamo questa decisione come un rinvio, piuttosto che una cancellazione. Sono fiducioso che il Salone Internazionale dell’Automobile di Ginevra tornerà più forte che mai nel 2023”.

L’amministratore delegato del Salone Internazionale dell’Automobile di Ginevra, Sandro Mesquita, afferma: “Per molti espositori le incertezze causate dalla pandemia di Covid-19 rendono impossibile l’assunzione di un impegno fermo per Gims 2022. A ciò, si aggiunge l’impatto negativo che l’attuale carenza di semiconduttori ha sulle case automobilistiche. Probabile che la crisi dei chip si trascini anche nel prossimo anno, con implicazioni finanziarie negative per gli Oem. In questi tempi incerti, molti marchi non sono quindi in grado di impegnarsi a partecipare a una fiera che si sarebbe svolta in poco più di quattro mesi. Considerando tutti i fattori, è apparso chiaro che era necessario posticipare la manifestazione e annunciare la notizia il prima possibile per evitare l’annullamento a breve termine”.

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