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Economia
Tierry Breton: alt a diesel e benzina, l'intesa sull'auto non torna indietro

Tierry Breton: alt a diesel e benzina, l'intesa sull'auto non torna indietro

La rivoluzione che è in atto nel comparto dell'automotive continua. I costruttori si sfidano gomito a gomito a suon di modelli sempre più performanti e che strizzano l'occhio alla transizione, soprattutto in futuro salteranno in aria numerosi posti di lavoro.

Tierry Breton, commissario Ue a Mercato interno e Industria dichiara: "Il passaggio alle auto elettriche comporterà la distruzione di centinaia di migliaia di posti di lavoro lungo tutta la filiera, in tutta l’Ue saranno circa 600 mila. Il settore automobilistico fornisce 12,7 milioni di posti di lavoro diretti e indiretti in Europa, pari al 6,6% dell’occupazione totale dell’Ue".

L'Ue è chiamata ad affrontare una delle più grandi trasformazioni industriali di tutti i tempi e dovrà farlo entro il 2035, quando sarà ufficiale lo stop alla vendita di vetture nuove a diesel e benzina, dopo l’accordo raggiunto la scorsa settimana dai negoziatori del Consiglio e del Parlamento Ue. In un'intervista rilasciata al Corriere della Sera Tierry Breton afferma che per migliorare la qualità dell'aria roporrà l'introduzione dell'Euro 7: "Non posso anticipare quello che sarà deciso la prossima settimana. Nonostante il divieto di vendita di veicoli a combustione interna entro il 2035, nel 2050 ci sarà ancora almeno il 20% di auto con motore a combustione sulle strade. E c'è il rischio che il target del 2035 debba slittare. Inoltre, i camion non sono ancora soggetti ai nuovi standard di CO2 e anche i veicoli elettrici continueranno a inquinare, in particolare pneumatici e freni anche delle auto elettriche, che sono molto più pesanti a causa delle batterie. Ecco perché il 9 novembre proporrò l'Euro 7, per inasprire in modo significativo le norme sulle emissioni inquinanti degli autoveicoli e migliorare la qualità dell’aria. Inoltre i motori a combustione saranno usati dal resto del mondo ancora per molto tempo. Invito i produttori europei a garantire investimenti in questa tecnologia, per contribuire a migliorare la qualità dell’aria e la mitigazione dei cambiamenti climatici anche nei Paesi terzi".

Mentre alla domanda su come il mercato europero sia più lento rispetto a quello statunitense nell'incentivare le tecnologie verdi, Breton risponde: "Gli effetti si stanno già facendo sentire, con diverse aziende che hanno iniziato a dirottare verso gli Stati Uniti parti significative della catena del valore europea, tra cui l’industria automobilistica e quella delle batterie. L’Europa ha già messo in atto diversi strumenti per incentivare le catene di valore industriali europee. Negli ultimi due anni, la Bei ha sottoscritto investimenti per 1,6 miliardi a sostegno di progetti pilota per veicoli elettrici e batterie. Nell’ambito della RRF (Next Generation Eu, ndr) , 19 miliardi sono destinati solo al settore automobilistico e alla mobilità. L'alleanza sulle batterie dà risultati tangibili. Inoltre stiamo lavorando alla legge sulle materie prime critiche, che presenteremo nel primo trimestre del 2023. Stiamo realizzando un'industria Made in Europe".
 

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