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Economia
Un asset per intrecciare gusto e profitto, ecco perché investire nell'arte
Museo Van Gogh

Arte, altro che roba da collezionisti. Sempre più esperti consigliano di investire in quadri

L’arte non è più solo “roba” da collezionisti. Secondo l’indagine “Index for fine Art” di Artnet, sono sempre più frequenti gli acquisti per investimento di opere di grandi artisti. Oggi, infatti, tra tassi alti e tensioni geopolitiche per niente rassicuranti, possedere un bel quadro può rappresentare una sicurezza economica. Soprattutto, ovviamente, se si tratta di opere di alto livello, come quelle più costose e rappresentative della vita dei grandi Maestri.

Così, investire nel mercato dell’arte può rivelarsi un vero e proprio asso nella manica per diversificare il proprio portafogli di asset. Non a caso, se per i collezionisti il valore emozionale rimane il fattore chiave per l’acquisto di opere d’arte (lo afferma il 60%), per la prima volta in 12 anni il 41% del campione ha dichiarato a Deloitte che il valore finanziario è la sua motivazione primaria.

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A testimoniare questo trend sono anche diversi gestori patrimoniali. Sempre secondo l'indagine di Deloitte, infatti, il 60% di questi esperti consiglia di investire in opere d’arte. Basti pensare che il trend è davvero in rapida ascesa, in quanto nel 2021 era solo il 50% a sostenere tale tesi. Comunque, a condividere questa strategia sono anche i family office (62% del 2024 contro il 39% del 2021).

Come scrive il Corriere, incorporare le passioni dei clienti nella gestione del loro patrimonio è un metodo molto efficace per creare un rapporto di fiducia.

Ma non solo quadri e sculture. Di pari passo con l’arte, anche se ormai si può considerare un tutt’uno all’interno delle aste più prestigiose, va il lusso. Orologi preziosi, gioielli scintillanti, vini pregiati, design esclusivo e borse iconiche dominano i sogni dei più abbienti.

Questi "Passion Assets", facili da valutare e meno soggetti alle fluttuazioni del mercato, diventano l'oggetto del desiderio di collezionisti esperti, ma anche dei neofiti. Un investimento che assume un tono sempre più sicuro, ma anche un'espressione di stile e passione, un modo per possedere un pezzo di storia e bellezza che dura nel tempo tra le mura della propria dimora. 

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Alcuni dati significativi in tal senso: Phillips ha registrato il tutto venduto nelle aste online di orologi nel 2023 e una crescita del +45% per le aste di Design; Christie’s ha aggiudicato il diamante The Bleu Royal, una pietra da 17,61 carati, il più grosso diamante blu mai venduto in asta, per 44 milioni di dollari; Sotheby’s ha invece ceduto una Ferrari 250 GTO del 1962 per 51,7 milioni di dollari.

Così, l'arte, da sempre rifugio dell'anima, si trasforma in un universo di opportunità finanziarie, andando ben oltre la tradizionale pittura. Come un tempo gli hedge fund rivoluzionavano il mondo degli investimenti, oggi investire in arte apre scenari inediti, dove passione e profitto si intrecciano.

Comprare un’opera non è più solo una questione di gusto, ma una scelta strategica, un modo per diversificare il proprio portafoglio e, perché no, sognare un futuro più prospero. L'arte diventa un mezzo per migliorare la qualità della nostra vita, offrendo un'esperienza che va oltre il mero possesso di un oggetto.

Il mercato dell'arte si rivela un'affascinante finestra sul futuro, dove la ricerca del bello si fonde con la ricerca del guadagno. Un futuro in cui l'arte, in tutte le sue forme, potrebbe diventare la chiave per un benessere a 360 gradi.

I dieci quadri più costosi venduti nel 2023

Certo, per investire non è necessario tirar fuori cifre sufficienti a potersi comprare un palazzo. Resta comunque interessante notare come, nel 2023, in una classifica di dieci opere, la "maglia nera" della classifica - un Picasso del 1934 - sia stata pagata oltre 42 milioni di euro. 

1) Pablo Picasso, Femme à la montre – 139 milioni di dollari

2) Gustav Klimt, Dame mit facher (dama con ventaglio) – 108,4 milioni

3) Claude Monet (1940-1926), Le bassin aux ninphéas – 74 milioni di dollari

4) Jean-Michel Basquiat (1960-1988), El gran espectaculo – 67,1 milioni di dollari

5) Gustav Klimt (1862-1918), Insel im attersee, 1901/1902 – 53,1 milioni di dollari

6) Francis Bacon (1909-1992), Figure in movement, 1976 – 52,1 milioni di dollari

7) Mark Rothko (1903-1970), Untitled (yellow, orange, yellow, light orange), 1955, 46,4 milioni di dollari

8) Richard Diebenkorn (1922-1993), Recollection to a visit to leningrad, 1965 – 46,4 milioni di dollari 

9) Henri Rousseau (1844-1910), Les flamants, 1910 – 43,5 milioni di dollari

10) Pablo Picasso (1881-1973), Femme endormie, 1934 – 42,9 milioni di dollari






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