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"Il Padrino" compie 50 anni, Coppola: "Essere italoamericano è un privilegio"

Il primo film della saga "Il Padrino" è uscito nel 1972


In occasione dei 50 anni del celebre film “Il Padrino”, Francis Ford Coppola ha concesso un’intervista al quotidiano italoamericano “America Oggi”, parlando ampiamente del suo rapporto col nostro Paese, dove ha le sue origini familiari. “Mio nonno Agostino Coppola è nato in Italia, a Bernalda, in Lucania.  Sono un italo-americano orgoglioso delle proprie origini e dell’eredità ricevuta da esse”, ha detto il leggendario regista a Biagio Maimone. “L'Italia, indubbiamente, ha donato il suo mirabile contributo  all'arte, alla musica, alla scienza e a tutte le forme di produzione, spesso le migliori del mondo”.

Francis Ford Coppola e l'immagine degli italiani all'estero

Coppola non ha certo nascosto gli aspetti più criticabili dell’emigrazione italiana negli USA, ivi compresa la mafia, alla quale ha dedicato i film della sua celebre saga: “Il fenomeno della mafia si è originato in Italia in quanto  essa , durante la sua storia, è stata spesso occupata da potenze straniere, quali la Spagna, l’impero austro-ungarico, la Francia, l’Arabia: ne è derivata una resistenza silenziosa. Il modo di resistere (nascondere la verità per sopravvivere) si è espresso con il silenzio, con la difesa dell’onore e  con la vendetta violenta:  solo , in seguito,  si è trasformato  in una tradizione parassitaria e crudele che è emigrata nel nuovo mondo,  così come sono emigrati  gli italiani in cerca di lavoro e gli italiani di ceto elevato”. Allo stesso modo, Coppola ha evidenziato i molti benefici che gli immigrati italiani hanno dato all’America, “non solo nell’ambito del cinema, ma anche della fisica nucleare, della medicina, dell'innovazione industriale, della cucina, e di tutte le arti. Ritengo che tutti gli esseri umani, specialmente gli italiani, siano fantastici! Ecco perché la mia previsione per il futuro è positiva”.

Francis Ford Coppola svela i suoi registi italiani preferiti

Coppola ha inoltre citato i suoi punti di riferimento nel cinema italiano: “Registi italiani viventi? So che abbiamo perso il grande Mario Monicelli e il grande Francesco Rosi. Il caro Bernardo Bertolucci è ancora con noi ed è sempre fonte di creatività. Molti sono i grandi talenti. Avrei bisogno di tante ore per rispondere a questa domanda: senza dubbio è immensa la genialità sia del padre del cinema italiano moderno Roberto Rossellini, sia di Visconti, di Fellini e di tanti altri! Non posso enunciare cinquanta o più nomi, come  Germi, Antonioni, Wertmuller, De Sica, Pasolini, Bertolucci, Bellochio, Petri, Scola, Dino Risi... Devo fermarmi!”. In conclusione, il regista ha ricordato una frase che i suoi genitori gli dicevano, a proposito delle sue radici: "Sei fortunato in quanto sei italo-americano: difatti,  l'America è il più grande Paese del mondo. Sei, nello stesso tempo, italiano: gli Italiani hanno regalato all'umanità i più grandi doni nel campo dell’arte,  della musica, dell’alimentazione, della scienza e della cultura”.

 

 

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