Esteri
Groenlandia, il generale lancia l’allarme: "Trump imprevedibile, dobbiamo aspettarci di tutto. La Nato? Ormai è agli sgoccioli"
Intervista a Vincenzo Camporini, generale ed ex capo di stato maggiore dell’Aeronautica Militare e della difesa

“Trump vuole comprare la Groenlandia? La NATO è alla fine”: l’allarme di Camporini
“Visti i recenti comportamenti di Trump, ci si può aspettare qualsiasi cosa. L’idea del ‘la compro, e se non me la vendono la prendo con la forza’ mi sembra un atteggiamento molto poco costruttivo”. Così Vincenzo Camporini, generale ed ex capo di stato maggiore dell’Aeronautica Militare e della difesa, commenta ad Affaritaliani la volontà dichiarata del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, di acquistare la Groenlandia, senza escludere il ricorso alla forza.
Alla domanda su quale messaggio il tycoon stia inviando agli alleati europei, mettendo sul tavolo il territorio di un Paese Nato come se fosse negoziabile, il generale risponde: “Il messaggio è che la NATO ha chiuso la sua parabola. Se gli Stati Uniti assumono questo atteggiamento, non vedo che cosa possa tenere insieme l’Alleanza atlantica. Sono molto preoccupato, perché vedo qualcosa che ha contribuito alla crescita della nostra civiltà negli ultimi settant’anni essere, in qualche modo, messa da parte”.
Ma la Groenlandia è davvero una priorità di sicurezza per Washington o esistono altre motivazioni dietro questo “assedio” americano? Forti e chiare le parole di Camporini: “Se fosse davvero un problema di sicurezza, è evidente che la sicurezza nell’ambito dell’Alleanza atlantica andrebbe affrontata insieme: si valutano le esigenze e, se necessario, si decide uno schieramento adeguato. Un atteggiamento unilaterale come quello di Washington non rispetta alcuna norma istituzionale”, spiega il generale.
“Il nodo strategico della Groenlandia è paragonabile a quello di altre aree dell’Atlantico, come il tratto tra Islanda, Norvegia e Gran Bretagna, che viene normalmente controllato da forze della NATO in modo coordinato. Non vedo quindi perché, nel caso della Groenlandia, debba esserci un’iniziativa unilaterale degli Stati Uniti”, continua Camporini.
Infine, sul rischio che la Groenlandia diventi il prossimo fronte caldo della geopolitica globale, con Cina e Russia sempre più presenti nell’Artico, il generale afferma: “La questione artica riguarda soprattutto il tratto di costa settentrionale della Russia. È lì che si è aperto un nuovo passaggio per le flotte mercantili. Non mi risultano situazioni analoghe per la Groenlandia. Quando si parla di passaggio a Nord-Est o a Nord-Ovest si fa riferimento a concetti che, oggi, appaiono piuttosto superati”.
