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Esteri
Cina,impianti chiusi e luce razionata.La crisi energetica minaccia la crescita

Dopo l'immobiliare, tocca all'energia. Non si può certo dire che la Cina stia vivendo un momento tranquillo. Se fino a qualche tempo fa, però, le preoccupazioni erano più che altro esterne e legate alle contingenze diplomatiche e geopolitiche, ora la situazione inizia a preoccupare direttamente dall'interno. Mentre il colosso immobiliare fondato da Xu Jiayin rischia il default, la nuova crisi energetica mette a nudo tutti i problemi e gli ostacoli che la Cina deve superare per riuscire a operare davvero la svolta green che ha annunciato di voler operare. 

CINA, 16 PROVINCE CON CARENZA DI ENERGIA ELETTRICA: SEMAFORI E ASCENSORI SPENTI, BLACKOUT PROGRAMMATI

Le province del nord-est della Cina sono alle prese con una carenza di energia elettrica molto profonda. Stabilimenti produttivi di aziende locali o multinazionali sono stati rallentati o hanno del tutto sospeso i lavori, compresa Pegatron, uno dei principali fornitori di Apple. A rallentare anche le produzioni tessili, che possono portare a serie conseguenze delle esportazioni. Ma la situazione è seria anche per tutti i cittadini. Le autorità di diverse province hanno imposto razionamenti "senza precedenti" dell'energia elettrica. Nei giorni scorsi si sono viste diverse scene con semafori rimasti spenti e code chilometriche di traffico. Anche i cartelloni pubblicitari sono rimasti spenti in divese città, con diversi quartieri che hanno lasciato gli ascensori dei palazzi fermi al piano terra per non consumare energia. Ora però l'emergenza è arrivata a toccare anche le ricche città principali. Le autorità locali hanno dovuto operare interruzioni dell'energia elettrica anche a Pechono e Shanghai. La State Grid Corp. of China ha annunciato che le sospensioni programmate delle forniture di energia elettrica dureranno di volta in volta alcune ore, e proseguiranno a rotazione negli orari diurni almeno sino a domenica 3 ottobre. 

CRISI ENERGETICA IN CINA: IMPATTO SULLE ESPORTAZIONI E SULLA CRESCITA CINESI

L'impatto della crisi rischia infatti di essere duplice, coinvolgendo sia i dati economici sia il portafoglio dei consumatori. Partiamo dai dati economici. Nomura ha tagliato le stime per il 2021 dal +8,2% al +7,7%. Stime già corrette pochi giorni fa da Fitch, che era scesa dal +8,4% al +8,1% per il rallentamento del settore immobiliare. Un problema che dimostra anche la difficoltà di Pechino di diversificare le propri fonti energetiche e procedere verso l'implementazione di quelle rinnovabili e degli obiettivi green annunciati da Xi Jinping. Negli scorsi mesi, infatti, il presidente ha dichiarato che entro il 2060 la Cina raggiungerà la neutralità carbonica. Peccato che al momento la domanda e la produzione di carbone continuino ad aumentare. Anche a causa delle necessità post Covid, l'utilizzo delle fonti tradizionali di energia sono in crescita e questa tendenza non accennerà a cambiare nei prossimi anni.

CRISI ENERGETICA IN CINA: LE CAUSE

Ma come si è arrivati in questa situazione? A incidere da una parte una contingenza globale ed esterna come l'aumento di domanda e prezzi di energia, gas e carbone. In particolare, l'approvvigionamento di carbone preoccupa. E dire che nei mesi scorsi la Cina aveva implicitamente bloccato le importazioni di carbone australiano dopo lo scontro diplomatico tuttora in atto con Canberra. I funzionari delle province in maggiore difficoltà stanno facendo pressione affinché aumentino le importazioni. Il governatore dello Jilin ha per esempio chiesto al governo centrale di garantirsi l'accesso alle risorse carbonifere di Russia e Indonesia. Governo cenrtale che intanto ha invitato le compagnie ferroviarie a rafforzare il trasporto del carbone in aree chiave,  nel tentativo di garantire approvvigionamenti stabili per la produzione di energia.

La produzione totale di elettricità della Cina non sta rallentando (anche se la diminuzione di produzione di energai idroelettrica ha causato i problemi energetici nelle province meridionali) ma il paese sta producendo ed esportando più beni, visto che la pandemia ha rallentato la produzione nel Sud-Est asiatico, ha detto Xia Chun, capo economista di Noah Holdings Ltd., una società di gestione patrimoniale. Nei primi otto mesi, la produzione industriale a valore aggiunto in Cina è cresciuta del 13,1% su base annua, ma la produzione di carbone grezzo è aumentata solo del 4,4%. Questo anche perché il governo ha imposto una stretta e l'innalzamento degli standard legati alle emissioni. Il carbone alimenta circa il 67% della produzione di energia della Cina, ma una grave carenza dovuta ai tagli alla capacità produttiva dal 2016 e la dura posizione di Pechino sul taglio delle emissioni di carbonio ha contribuito alla crisi.

CRISI ENERGETICA IN CINA, I PRODUTTORI A RISCHIO BANCAROTTA SENZA AUMENTO DEI PREZZI AGLI UTENTI

C'è poi un ragionamento legato ai margini dei produttori, e che si potrebbe ripercuotere sugli utenti finali. Fino a due anni fa, il governo permetteva ai produttori di energia di aumentare le tariffe dell'elettricità di appena il 10% in caso di improvvise impennate dei costi operativi. Ma, nell'ottobre 2019, il pianificatore statale cinese, la National Development and Reform Commission (NDRC), ha ordinato un congelamento degli aumenti delle tariffe che permane tuttora. Già il mese scorso,  11 produttori hanno presentato una petizione al governo per chiedere di consentire agli operatori di rete di aumentare i prezzi per gli utenti finali. Se i costi in aumento non possono essere passati agli utenti, hanno avvertito i produttori di energia, queste 11 società rischiano il fallimento. Il Guangdong ha dato un prima via libera, ma ancora a livello nazionale non si è acceso il semaforo verde.

CRISI ENERGETICA IN CINA, CONSEGUENZE SU SUPPLY CHAIN GLOBALI E PREZZI

Le conseguenze della crisi energetica cinese possono però anche riflettersi su scala globale. La carenza di energia nella seconda economia più grande e il principale produttore al mondo causerà scossoni anche alla catena di approvvigionamento globale. Si prevedono possibili carenze di prodotti tessili, giocattoli, componenti di auto e non solo. Con i prezzi di una lunga serie di prodotti che potrebbero essere destinati a salire.

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