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Esteri
Colombia, nuovo accordo di pace tra il governo e le Farc


Il governo della Colombia e le Farc hanno concluso a Cuba un nuovo accordo di pace che contiene alcune delle modifiche richieste dal fronte che nel referendum dello scorso 2 ottobre ha bocciato la prima intesa, raggiunta in agosto dopo 52 anni di conflitto e da alcuni considerata troppo favorevole ai guerriglieri.

Quello annunciato all'Avana dopo diversi giorni di trattative accoglie le obiezioni e le proposte di chi aveva contestato l'accordo precedente che era valso il Nobel per la pace al presidente colombiano Juan Manuel Santos. "Invitiamo tutti i colombiani e la comunità internazionale... a sostenere questa nuova intesa e la sua rapida attuazione in modo da lasciarci alle spalle la tragedia della guerra. La pace non può aspettare oltre", si legge nel comunicato congiunto diffuso nella capitale cubana.  

È "il miglior accordo" possibile, ha precisato il rappresentante di Bogotà nel tavolo dei negoziati, Humberto de la Calle. "È il trattato della fiducia" che deve dare inizio alla costruzione del "paese della concordia", ha sottolineato il negoziatore delle Forze armate rivoluzionarie della Colombia, Ivan Marquez. "Da parte nostra abbiamo fatto concessioni, anche oltrepassando i confini che avevamo fissato, spostandoli fino ai limiti del ragionevole e dell'accettabile per un'organizzazione politico-militare che non è stata sconfitta con le armi", ha aggiunto.

Da Bogotà, Santos ha affermato che questa intesa "è di tutti i colombiani", compresi quelli che si sono opposti alla prima, le cui "iniziative hanno contribuito ad arrivare al nuovo patto che ora è di tutti".

L'ex presidente Alvaro Uribe, tra i principali e più influenti fautori del 'no' nel referendum di ottobre, ha chiesto in una breve dichiarazione che quello annunciato all'Avana non sia considerato un accordo "definitivo". L'opposizione e le vittime del conflitto, che ha provocato più di 220 mila morti e ha costretto milioni di persone ad abbandonare le proprie case, devono avere il tempo di studiare il testo e potrebbero voler apportare altre modifiche.

De la Calle ha precisato che una delle novità rilevanti rispetto all'intesa di agosto è l'obbligo per le Farc di presentare un inventario completo delle sue proprietà da destinare ai risarcimenti alle vittime. Sono stati poi eliminati i magistrati stranieri dai tribunali speciali di pace, anche se vi saranno osservatori di altri Paesi. È stato messo nero su bianco che il gruppo della guerriglia dovrà fornire informazioni "esaustive e dettagliate" sul suo coinvolgimento nel traffico di droga.

Altri dettagli li ha forniti Santos in un breve discorso. Il capo dello Stato colombiano ha detto che nel nuovo testo vengono definite con precisione "le restrizioni della libertà" cui saranno sottoposti i membri delle Farc. È stata quindi recepita una delle obiezioni principali del fronte del 'no' al referendum. Nulla da fare invece su un altro dei passaggi più contestati della prima intesa, quello

dell'eleggibilità dei leader delle Forze armate rivoluzionarie a cariche pubbliche: il presidente ha spiegato che questo è l'unico dei 57 punti oggetto di rinegoziazione su cui le Farc non hanno fatto alcuna concessione, malgrado gli sforzi della delegazione governativa.

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