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Coronavirus, pipistrelli e pangolini bombe di virus pronte a esplodere

Scoperti da Edward Holmes, scienziato australiano, altri 4 Coronavirus nei pipistrelli

Coronavirus, pipistrelli e pangolini bombe di virus pronte a esplodere

Edward Holmes è il virologo che, il 10 gennaio 2020, ha informato il mondo che la misteriosa polmonite che si stava diffondendo nella città di Wuhan era causata da un Coronavirus sconosciuto. Grazie a quei dati, è subito iniziata la corsa internazionale per ottenere un vaccino.

Adesso lo scienziato australiano e i suoi colleghi cinesi hanno trovato, nei pipistrelli del sud-ovest della Cina, altri quattro tipi di Coronavirus correlati a SARS-CoV-2 e altri tre correlati al virus della sindrome respiratoria acuta grave (SARS). Questa concentrazione di virus è stata riscontrata in appena 400 campioni di pipistrelli in una minuscola area della provincia cinese dello Yunnan, 1.800 chilometri da Wuhan.

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Edward Holmes con Yong-Zhen Zhang
(Chinese Centre for Disease Control) nel 2013 

“Le specie di animali selvatici hanno un gran numero di virus ed è possibile che uno di loro emerga e provochi un’epidemia o una pandemia negli esseri umani. Non sono cose che accadono solo una volta ogni 100 anni”, ha detto Holmes.

“Queste malattie pandemiche sono causate dalle attività umane, non da pipistrelli e altri animali. Quando l’uomo invade gli ecosistemi naturali. Nello Yunnan, ad esempio, l’estrazione di calcare caccia i pipistrelli dai loro rifugi e li costringe a cambiare territorio, spesso in gruppi più densi e con una maggiore trasmissione di agenti patogeni. In questa situazione è più facile che possano emergere nuovi virus”, ha aggiunto.

Uno dei Coronavirus scoperti, RpYN06, è il secondo parente più vicino del virus Covid. Le sequenze genomiche coincidono per il 94,5%.

Già alla fine di aprile 2012, sei minatori furono colpiti una grave polmonite dopo essere entrati in una miniera di rame della contea di Mojiang per ripulirle dalle feci di pipistrello. Tre delle persone colpite morirono. Le autorità sanitarie cinesi già allora sospettarono di un virus sconosciuto e organizzarono campagne di campionamento scientifico presso la miniera. Quei ricercatori, dell’Istituto di virologia di Wuhan, hanno trovato nei pipistrelli della miniera di Mojiang nove tipi di Coronavirus dello stesso genere del virus Covid.

(Segue: virus simili a un altro Coronavirus identificato in pangolini…)
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Tre dei quattro parenti SARS-CoV-2 scoperti sembrano ora vicini a un altro Coronavirus identificato in pangolini sequestrati dalle autorità doganali nella regione cinese del Guangxi, al confine con il Vietnam. Holmes è convinto che il suo studio “mostri per la prima volta un chiaro legame evolutivo tra i Coronavirus che infettano i pipistrelli e quelli trovati nei pangolini, gli animali spesso citati come possibile ponte utilizzato dal virus dei pipistrelli Covid per raggiungere gli esseri umani”.

Lo stesso Holmes ha identificato i pipistrelli come un probabile serbatoio di virus progenitori SARS-CoV-2 dall’inizio della pandemia. Una tesi condivisa anche dallo scienziato danese Peter Ben Embarek, capo della missione dell’Organizzazione mondiale della sanità inviata (Oms) in Cina per indagare sull’origine della pandemia. Embarek ha dichiarato, a febbraio, che la sua ipotesi principale è che il nuovo Coronavirus sia passato dai pipistrelli, il suo “serbatoio naturale”, agli esseri umani attraverso un’altra specie animale indeterminata.

È “estremamente improbabile” che il virus sia uscito da un laboratorio, ha detto Ben Embarek. Con buona pace dei cinesi e soprattutto dell’ex presidente americano Donald Trump che, su questa convinzione, avrebbe voluto aprire una guerra commerciale infinita con i cinesi “untori del mondo”.