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Esteri
Omicron richiude il mondo: no stranieri e lockdown. Ma c'è chi riapre comunque

Covid e Omicron, un po' di confusione tra G7 e Oms

Il mondo risponde a Omicron. C'è chi si blinda subito, chi si prepara a farlo, chi introduce nuove restrizioni e chi ne ripropone di vecchie. E poi c'è chi invece decide di andare avanti sulla strada delle riaperture. In tutto questo, non sembra esserci ancora nessuna certezza. Visto che a sentire le principali organizzazioni o piattaforme internazionali viene restituito un quadro poco chiaro. I ministri della Salute del G7 hanno per esempio dichiarato che "la comunità globale si trova, ad una prima valutazione, di fronte alla minaccia di una nuova variante di Covid molto contagiosa, che richiede un'azione urgente".

Diversa la linea dell'Organizzazione mondiale della sanità, che sostiene che si sa ancora troppo poco sul nuovo ceppo isolato in Sudafrica per trarre conclusioni "Non sappiamo per ora se (Omicron) sia associato a maggiore trasmissibilità o maggior rischio di infezione, non sappiamo se possa saltare i vaccini. Stiamo analizzando" il quadro, ha detto Tedros Adhanom Ghebreyesus in conferenza stampa. Il direttore generale dell'Oms ha però una certezza: "Più continua la situazione di iniquità vaccinale nel mondo, più il virus avrà modo di diffondersi e mutare in modo imprevedibile e impossibile da prevenire".

Intanto la variante Omicron si diffonde in tutto il mondo

Intanto, però, la variante si diffonde. A oggi, sono stati segnalati 33 casi confermati in otto Paesi dell'Unione Europea e dello Spazio economico europeo: Austria, Belgio, Repubblica Ceca, Danimarca, Germania, Italia, Paesi Bassi, Portogallo. Sono stati segnalati casi in sette paesi e territori al di fuori dell'Ue: Australia, Botswana, Canada, Hong Kong, Israele, Sudafrica, Regno Unito. Ma sono tantissimi i casi sospetti e quelli che semplicemente potrebbero non essere stati segnalati o ancora rintracciati. 

Tra i paesi si va, come sempre, in ordine sparso. Il Giappone di Fumio Kishida ha ufficializzato la chiusura delle frontiere nipponiche a tutti gli stranieri proprio come misura preventiva contro il nuovo ceppo virale. Lo stop agli ingressi nel paese entrerà in vigore subito, a partire da martedì 30 novembre. Kishida ha Sottolineato che il Giappone, dove oltre il 76% della popolazione è completamente vaccinata, intensificherà i programmi piani per la somministrazione delle terze dosi già dal prossimo mese, a partire dagli anziani e dagli operatori sanitari. Non è un caso che Tokyo sia la prima capitale a prendere una misura così drastica, dopo le proteste dei cittadini per lo svolgimento dei Giochi Olimpici nonostante in quel momento la curva dei contagi fosse ascendente.

Omicron: dal Giappone a Israele, in tanti chiudono le frontiere

Anche altri paesi hanno subito chiuso le frontiere. E' il caso di Israele e Marocco, mentre tantissimi altri hanno introdotto nuove restrizioni. In Asia si muovono in molti verso nuove chiusure agli stranieri: per esempio Filippine e Indonesia rinviano le riaperture previste. E tantissimi hanno bloccato i voli con i paesi dell'Africa australe, dall'Europa all'Australia. Nei Paesi Bassi è già entrato in vigore un semi lockdown, mentre il Regno Unito ha reintrodotto l'obbligo di mascherina nei negozi e nei trasporti, e l'obbligo di test monoclonale per tutti gli arrivi, con quarantena fino al risultato. Non solo. Londra ha esteso il richiamo vaccinale anti-Covid a tutti gli adulti tra i 18 e i 39 anni. La terza iniezione può essere somministrata a distanza di soli tre mesi dalla seconda. In tanti infatti puntano sull'accelerazione della campagna vaccinale e resistono per ora alla tentazione di chiudere le frontiere o di chiudere le proprie città con nuovi lockdown.

Anche gli Stati Uniti per ora resistono. "Anziché introdurre restrizioni, gli Stati Uniti chiederanno ai propri cittadini di vaccinarsi e di ricevere le dosi di richiamo" ha detto Anthony Fauci, l'immunologo e consigliere della Casa Bianca sul Covid, Alla domanda se ci saranno nuove restrizioni, Fauci ha risposto: "Non credo proprio". Stessa linea di Joe Biden, che ha insistito sulla necessità delle vaccinazioni. "Non aspettate se è tempo di fare il richiamo fatelo, se non siete vaccinati, ora è il momento di farlo e portare anche i vostri bambini a vaccinarsi". 

Omicron, c'è anche chi continua le riaperture

C'è però anche chi cerca di andare avanti come se nulla fosse cambiato. E' il caso della Grecia, che non sta valutando alcun piano per introdurre una nuova serrata anti-Covid nel Paese, come ribadito dal portavoce del governo Ioannis Oikonomou nel corso di una conferenza stampa ad Atene. Anche il ministro dello Sviluppo Adonis Georgiadis, riporta Agenzia Nova, ha detto che la chiusura dell'attività di vendita al dettaglio durante le festività natalizie è "fuori questione". Anche in Asia c'è chi va controcorrente, come Singapore e Malesia che hanno confermato la riapertura del confine condiviso nonostante la scoperta di Omicron.

Omicron, la rabbia dell'Africa

Intanto, chi si lamenta è l'Africa. Il presidente del Sudafrica, Cyril Ramaphosa, ha deplorato le restrizioni sui viaggi imposte ad alcuni Paesi dell'Africa meridionale in risposta alla variante Omicron e ha fatto appello a desistere da restrizioni di viaggio "ingiustificate e senza basi scientifiche" che "stanno danneggiando le economie e i settori collegati ai viaggi", denunciando una decisione contraria agli impegni presi dalle nazioni del G20 il mese scorso. In effetti la dichiarazione di Roma, sottoscritta dai 20 leader mondiali, sancisce innanzitutto, al punto 2, di "rafforzare ulteriormente la nostra risposta comune alla pandemia", convinti del "ruolo cruciale del multilateralismo nella ricerca di soluzioni condivise ed efficaci". Nello specifico, in merito ai viaggi internazionali, il punto 39 della dichiarazione di Roma ne ha decretato "il riavvio in modo sicuro e ordinato, coerentemente con il lavoro delle organizzazioni internazionali competenti". Pur tenendo conto delle politiche nazionali di salute pubblica, il G20 ha riconosciuto "l'importanza di standard condivisi per garantire viaggi senza interruzioni".

Stessa posizione espressa dai governi degli altri paesi dell'Africa australe. E gongola Xi Jinping, che al forum bilaterale Cina-Africa promette l'invio di un miliardo di nuove dosi di vaccini anti Covid ai paesi africani. Non solo. Le nuove restrizioni e la nuova variante consentono a Pechino di rivendicare il successo della sua strategia di zero contagi e di chiusura.

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