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Elezioni midterm, dall’aborto ai diritti civili: Trump prende “bastonate” anche dai referendum

Dal Missouri alla California, diversi referendum hanno bocciato misure sostenute da Trump o dai Repubblicani. Tutti i risultati

Elezioni midterm, dall’aborto ai diritti civili: Trump prende “bastonate” anche dai referendum

Non solo Congresso. Le elezioni di Midterm del 3 novembre hanno portato gli americani a votare anche su 145 referendum e quesiti in più di 35 Stati. Alcuni risultati rappresentano uno stop diretto a iniziative sostenute da Donald Trump, soprattutto sul ridisegno dei collegi e sul voter ID; altri mostrano invece una bocciatura di posizioni sostenute dalle maggioranze repubblicane su aborto e diritti civili.

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Il risultato più direttamente collegato al presidente arriva dal Missouri, dove gli elettori hanno respinto la nuova mappa congressuale voluta dalla maggioranza repubblicana e sostenuta da Trump. Ma segnali di direzione opposta all’agenda conservatrice sono arrivati anche da Virginia, California e Colorado.

Missouri, bocciata la mappa sostenuta da Trump

In Missouri gli elettori hanno respinto la Proposition A, il referendum sulla nuova mappa dei collegi congressuali approvata nel 2025. Il piano avrebbe ridisegnato gli otto distretti dello Stato con l’obiettivo, secondo i suoi sostenitori repubblicani, di modificare la rappresentanza dell’area di Kansas City. Trump aveva incoraggiato il ridisegno dei collegi in diversi Stati per cercare di rafforzare la posizione repubblicana alla Camera.

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Il “No” ha raccolto circa il 62%, contro il 38% dei favorevoli. Con la bocciatura resta quindi in vigore la mappa congressuale del 2022. Sempre in Missouri è stato respinto, con circa il 55% dei voti contrari, anche l’Amendment 3. La proposta, approvata dalla legislatura statale a maggioranza repubblicana, avrebbe cancellato la tutela costituzionale della libertà riproduttiva votata dagli elettori nel 2024. Avrebbe consentito l’aborto soltanto in casi specifici, tra cui emergenze mediche, anomalie fetali, stupro e incesto entro le prime 12 settimane, e avrebbe introdotto nella Costituzione restrizioni su alcuni trattamenti di transizione di genere per i minorenni. In questo caso è più corretto parlare di sconfitta per una misura promossa dai Repubblicani del Missouri, e non di un referendum direttamente voluto da Trump.

Virginia, sì ad aborto, matrimonio egualitario e diritto di voto

In Virginia sono stati approvati tutti e tre gli emendamenti costituzionali sottoposti al voto. La Question 1, passata con circa il 61%, introduce nella Costituzione dello Stato il diritto fondamentale alla libertà riproduttiva. La tutela comprende aborto prima del terzo trimestre, contraccezione, assistenza in gravidanza, gestione dell’aborto spontaneo e trattamenti per la fertilità.

La Question 2, approvata con circa il 56%, elimina il riferimento costituzionale al matrimonio esclusivamente tra uomo e donna e vieta allo Stato di negare la licenza matrimoniale a due adulti sulla base di sesso, genere o razza.

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La Question 3, con circa il 55% dei voti, prevede invece il ripristino automatico del diritto di voto per chi ha scontato una pena detentiva per un reato grave.

Anche qui non si tratta di referendum personalmente promossi o contrastati da Trump, ma di risultati che vanno in direzione opposta a diverse posizioni sostenute dal Partito repubblicano della Virginia. Tutti i parlamentari repubblicani dello Stato avevano, per esempio, votato contro l’emendamento sulla libertà riproduttiva durante l’iter legislativo.

Voter ID bocciato in California e Colorado, ma passa in Ohio e North Carolina

Un collegamento più diretto con l’agenda della Casa Bianca riguarda le regole sull’identificazione degli elettori. Trump sostiene da tempo l’introduzione di requisiti più rigidi per il voto. In California gli elettori hanno respinto una proposta che avrebbe richiesto un documento governativo per votare di persona e l’indicazione delle ultime quattro cifre identificative per il voto postale. In Colorado è stato bocciato l’Amendment 84, che avrebbe imposto un requisito aggiuntivo di identificazione per le schede inviate per posta.

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Il quadro nazionale non è però uniforme. In Ohio gli elettori hanno approvato l’Issue 3, sostenuto esplicitamente anche da Trump, che inserisce nella Costituzione statale requisiti più stringenti sul documento d’identità per votare. Anche in North Carolina è passato l’emendamento che estende l’obbligo di identificazione fotografica a tutti gli elettori, compresi quelli che votano per posta.

I referendum del 3 novembre non consegnano quindi un risultato univoco contro Trump. Il segnale politicamente più netto per il presidente arriva dal Missouri, dove è stata bocciata la mappa elettorale da lui sostenuta. Su aborto, diritti civili e voter ID emerge invece un quadro più articolato, con sconfitte per alcune priorità repubblicane ma anche conferme in Stati come Ohio e North Carolina.

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