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Esteri
Erdogan grande mediatore: vedrà Putin. E intanto si prende il gas libico
Erdogan 

Ucraina: Erdogan, possibile prossimo incontro con Putin

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha rivelato che potrebbe presto incontrare il presidente russo Vladimir Putin in occasione del summit della Piattaforma dei Paesi Asiatici. Il leader turco ha poi specificato che il dialogo va avanti anche con il presidente ucraino Volodimir Zelensky. Sarebbe il quarto incontro tra i leader di Russia e Turchia negli ultimi 4 mesi. I due hanno avuto un colloquio telefonico di cui Erdogan ha rivelato il contenuto.

"Ho chiamato il presidente Putin per fargli gli auguri di compleanno. Lui mi ha ringraziato per le mediazioni svolte fino a questo momento. Abbiamo parlato delle relazioni fra i nostri due Paesi e non solo. Credo che in questa fase sarebbe bene dialogassimo anche ogni 3-4 giorni. Abbiamo parlato della possibilità di un incontro nel summit della Piattaforma dei Paesi Asiatici. E possibile che Putin vi prenda parte e in quel caso ci incontreremo e parleremo sopratutto del conflitto in Ucraina", ha detto Erdogan al termine della preghiera del veneri. Rispetto alla possibilità di un incontro con Zelensky, Erdogan ha specificato che "il dialogo va avanti con entrambi".

Tensioni tra Turchia, Egitto e Grecia per l'accordo sul gas libico

Nel frattempo, come spiega La Stampa, Erdogan mette la mani sul gas della Libia. "Lunedì il governo libico di Tripoli ha firmato un memorandum d’intesa con la Turchia sulla cooperazione nel settore degli idrocarburi, un trattato visionato da Agenzia Nova e che all’articolo 3 riporta che Turchia e Libia confermano «il loro interesse condiviso nell’assicurare l’esplorazione, lo sviluppo e l’incremento della produzione di idrocarburi in entrambi i Paesi». Un nuovo trattata per l’esplorazione e lo sfruttamento di idrocarburi sia su piattaforme sul mare che sul territorio libico, questi dunque gli obiettivi turchi. È la naturale evoluzione del percorso che da anni Ankara conduce per affermarsi nel Mediterraneo orientale. Immediate le reazioni di Grecia e Egitto che hanno respinto l’accordo e dichiarato illegittima ogni attività nelle aree contese del Mediterraneo orientale, come già avevano fatto tre anni fa".

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