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Esteri
Francia, l'aborto in Costituzione. Ira del Vaticano, "scomunica" a Macron

Dopo l'Assemblea di fine gennaio e una suspense durata diversi giorni, la Camera alta ha votato il testo del governo

La Francia si prepara a vivere un momento storico oggi, 4 marzo, diventando il primo paese a includere l'interruzione volontaria della gravidanza (aborto) nella sua Costituzione, dopo il voto dei parlamentari riuniti a Versailles: le due Camere si riuniscono nel Congresso per includere esplicitamente la "libertà garantita" delle donne di abortire che consentirà di proteggere questo diritto, messo in forse in molti paesi. Per i senatori, gli attivisti e le femministe che hanno sostenuto il disegno di legge, il voto del Senato di mercoledì 28 febbraio è stato "storico". Ma non tutti esultano: poche ore prima del voto del Congresso, la Conferenza episcopale di Francia (Cef) ha invitato al "digiuno e alla preghiera".

COME FUNZIONA IL VOTO Dopo l'Assemblea di fine gennaio e una suspense durata diversi giorni, la Camera alta ha votato il testo del governo. Ma manca ancora un passo, e non ultimo, affinché questa revisione costituzionale sostenuta dall'86% dei francesi (secondo un sondaggio Ifop del novembre 2022) abbia effetto: l'odierna adozione da parte del Congresso.


Aborto: Vaticano, non esiste "diritto" a sopprimere una vita
 

Proprio nell'epoca dei diritti umani universali, non puo' esserci un "diritto" a sopprimere una vita umana. Lo rimarca la Pontificia Accademia per la Vita che, in merito all'inserimento nella Costituzione, in Francia, della garanzia della liberta' per le donne di ricorrere all'Aborto, sostiene la posizione della Conferenza Episcopale francese (Cef). La Cef ha ribadito che "l'Aborto, che rimane un attentato alla vita fin dall'inizio, non puo' essere visto esclusivamente nella prospettiva dei diritti delle donne. Si rammarica che il dibattito avviato non abbia menzionato le misure di sostegno per coloro che vorrebbero tenere il proprio figlio".

La Pontificia Accademia per la Vita si rivolge a tutti i governi e a tutte le tradizioni religiose, a dare il meglio affinche' in questa fase della Storia, la tutela della vita diventi una priorita' assoluta, con passi concreti a favore della pace e della giustizia sociale, con misure effettive per un universale accesso alle risorse, all'educazione, alla salute. Le particolari situazioni di vita e i contesti difficili e drammatici del nostro tempo, vanno affrontate con gli strumenti di una civilta' giuridica che guarda prima di tutto alla tutela dei piu' deboli e vulnerabili. La tutela della vita umana e' il primo obiettivo dell'umanita' e puo' svilupparsi soltanto in un mondo privo di conflitti e lacerazioni, con una scienza, una tecnologia, un'industria a servizio della persona umana e della fraternita'. Per la Chiesa cattolica, "la difesa della vita non e' un'ideologia, e' una realta', una realta' umana che coinvolge tutti i cristiani, proprio perche' cristiani e perche' umani". (...) "Si tratta di agire sul piano culturale ed educativo per trasmettere alle generazioni future l'attitudine alla solidarieta', alla cura, all'accoglienza, ben sapendo che la cultura della vita non e' patrimonio esclusivo dei cristiani, ma appartiene a tutti coloro che, adoperandosi per la costruzione di relazioni fraterne, riconoscono il valore proprio di ogni persona, anche quando e' fragile e sofferente" (Papa Francesco, Udienza Generale 25 marzo 2020).






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