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Esteri
Gli Stati Uniti amano troppo la guerra

Guerre Usa, troppi pareggi — Due recenti Presidenti americani, George W. Bush e Barack Obama, non si amano e ideologicamente si trovano su due pianeti diversi, ma sono assolutamente d’accordo su un punto. Bush, parlando nel maggio del 2001, ha detto: “L’America oggi ha le migliori forze armate che il mondo abbia mai visto”. Obama gli ha fatto eco quest’anno nel suo discorso “State of the Union” : “Le nostre truppe sono la migliore forza combattente nella storia del mondo”.

Secondo un briefing del SOCOM- Special Operations Command , il comando unificato delle forze speciali statunitensi con i Navy Seals , i Berretti Verdi , la Delta Force ed altre, nei 15 anni intercorsi tra i due commenti gli Stati Uniti hanno preso parte a nove conf litti di una certa importanza. Il documento, che risale al settembre 2015, compila gli esiti in termini calcistici e determina che il risultato complessivo è di zero vittorie, due sconfitte e sette pareggi. Forse un po’ poco per l’establishment militare più potente della Terra.

L’analisi, “A Century of War and Gray Zone Challenges”, è stata resa pubblica dal sito “TomDispatch.com” sulla base di una richiesta FOIA ( “Freedom of Information Act”) , un dispositivo legale che permette di accedere a informazioni governative riservate se chi le detiene non può motivane la confidenzialità. Gli esiti delle guerre possono essere opinabili, ma raramente è necessario tenerli segreti.

In tutto, vengono esaminati gli ultimi cent’anni di interventi militari americani. Tra i 64 conflitti presi in considerazione, gli analisti SOCOM identificano solo cinque di “primaria importanza”: di cui tre vinti (la Prima e Seconda Guerra Mondiale e il primo conf litto iracheno, Desert Storm ), una sconfitta (Vietnam) e un pareggio (Corea). Nella “zona grigia” citata nel titolo del documento—i conf litti minori —il risultato è invece di nove vittorie, otto sconfitte e uno stupefacente totale di 42 pareggi.

Tutto questo non è per dire che gli Stati Uniti siano una “tigre di carta”. Tutt’altro. Nei fatti, i due giudizi presidenziali ripresi sopra probabilmente non sono lontani dall’obiettiva realtà. C’è da chiedersi però se a un certo punto fare la guerra non diventi una sorta di vizio, specialmente quando, a guardare i risultati e malgrado le evidenti eccezioni, spesso si ottiene abbastanza poco.

Il Dipartimento della Difesa Usa riassume così la “mission” dell’attività militare:

I. Sostenere e difendere la Costituzione degli Stati Uniti contro i nemici, stranieri e domestici.
II. Assicurare, attraverso una tempestiva e efficace azione militare, la sicurezza degli Stati Uniti, i suoi possedimenti e le aree di vitale interesse.
III. Sorreggere e avanzare le politiche nazionali e gli interessi degli Stati Uniti.

Gli Usa sicuramente hanno molti nemici e molte cose da proteggere. Hanno il diritto di difendersi. Tuttavia, i tanti pareggi ottenuti nel tentativo di farlo tendono a suggerire che l’azione militare non sia forse lo strumento più adatto. C’è un modo di dire: Per chi tiene un martello, ogni problema è un chiodo. Gli Stati Uniti certamente possiedono il più importante e più potente martello militare del mondo. Non è che vedano un po’ troppi chiodi in giro?

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