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Esteri
Guerra Ucraina, arrivati elicotteri e droni Usa. Presa Mariupol, sirene a Kiev

Sirene d'allarme di raid aerei sono in funzione in quasi tutte le regioni dell'Ucraina. Lo riferisce The Kyiv Independent su Twitter. Le sirene che segnalano possibili attacchi aerei hanno iniziato a suonare anche nella capitale Kiev. 

"La situazione a Mariupol rimane la più grave possibile, semplicemente disumana". Lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky citato da The Kyiv Independent. Ci sono solo "due modi per influenzare" la situazione: "O i partner dell'Ucraina forniscono tutte le armi pesanti necessarie" per sbloccare l'assedio oppure è necessario un "percorso negoziale", ha aggiunto. La situazione nel porto strategico di Mariupol è "disumana", ha detto Zelensky, invitando l'Occidente a fornire "immediatamente" le armi pesanti che chiede da diverse settimane.    "La situazione a Mariupol rimane la peggiore possibile", ha detto in un video messaggio. "Questo è ciò che ha fatto la Federazione Russa. L'ha fatto deliberatamente. La Russia sta deliberatamente cercando di distruggere chiunque a Mariupol". Ci sono solo "due opzioni": "O i partner forniscono all'Ucraina tutte le armi pesanti necessarie, gli aerei e, senza alcuna esagerazione, immediatamente" per "ridurre la pressione su Marioupol e togliere l'assedio" di questa città di 441.000 abitanti. "Oppure la via del negoziato, in cui anche il ruolo dei partner dovrebbe però essere decisivo". 

Ucraina: arrivate nuove armi Usa tra cui elicotteri e droni

Le spedizioni di assistenza militare degli Stati Uniti "sono iniziate ad arrivare" in Ucraina. Lo ha detto alla CNN un funzionario della Casa Bianca.    L'assistenza militare, spiega The Kyiv Independent, include manche 11 elicotteri Mi-17, 18 cannoni Howitzer da 155 mm e altri 300 droni Switchblade.

"L'accordo di pace con la Russia può consistere di due documenti separati, uno dovrebbe riguardare le garanzie di sicurezza per l'Ucraina, l'altro direttamente le relazioni con la Federazione russa". Questa è la posizione espressa dal presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, in un'intervista ripresa da Ukrainska Pravda.

"La Russia vuole tutto in un unico documento ma visto quello che è successo a Bucha, le circostanze stanno cambiando", ha aggiunto, facendo presente che Regno Unito, Usa, Turchia e Italia si sono detti pronti a fare da garanti ma non c'è ancora una conferma definitiva.

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