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Esteri
Mackenzie Scott Bezos e i segreti delle sue donazioni miliardarie
Foto: IPA

La rivista Fortune ha stimato in 50 miliardi la ricchezza della scrittrice Mackenzie Scott, ex moglie del fondatore di Amazon Jeff Bezos. Una separazione che le ha fruttato il 4% delle azioni del gigante tecnologico, che oggi valgono oltre 3.000 dollari per unità e che sono continuate a crescere ed anche molto bene durante tutta la pandemia.

Due anni fa l'ex moglie di Bezos, che si è risposata con un professore di scienze di Seattle, aveva promesso di voler donare gran parte del suo denaro aderendo all'iniziativa Giving Pledge, utilizzata come strumento filantropico da miliardari come Bill Gates e Warren Buffett. E ha mantenuto la promessa, con due donazioni milionarie prima a luglio del 2020 e poi a dicembre. Durante la pandemia da Coronavirus la Scott ha donato circa 3,4 miliardi di euro a banchi alimentari e organizzazioni di giustizia razziale, cambiamento climatico e diritti della comunità LGTBQ.

Nella serie di tre donazioni sono stati distribuiti quasi 7 miliardi di dollari. E questo con la coerenza di un motto che la scrittrice ha ripetuto più volte “la generosità genera ma la condivisione fa di più”. Spesso però la donna ha cercato di evitare di pubblicizzare le sue azioni usando assistenti ed email che all’inizio hanno generato perplessità. E questo perchè molto spesso le associazioni di volontariato e la gente comune vengono subissati da criminali nigeriani che offrono milioni di dollari con l’unico rischio di venire truffati.

Ed infatti all’inizio, quando la direttrice del Fondo Semillas, un'organizzazione femminista messicana, ha trovato nella sua posta elettronica un messaggio di un consulente che la informava che qualcuno era interessato a fare una donazione importante ma che il processo di selezione avrebbe dovuto essere portato avanti nel più rigoroso segreto qualche dubbio le è venuto.

Contentezza ma soprattutto diffidenza sono state le impressioni a caldo della direttrice di fronte a questa notizia. Ma poco dopo alla mail è seguita un'intervista di oltre due ore, la richiesta di vedere i documenti contabili, relazioni e bilanci dell'associazione nata 30 anni fa.

La procedura, che ha richiesto diversi mesi, ha dato esito positivo ma con un’unica richiesta: il nome del donatore doveva essere mantenuto segreto in ogni momento. Tania Turner direttrice esecutiva del fondo messicano ha detto che “tutto era magicamente misterioso e che sembrava di essere in un film giallo”.

Il duro processo di selezione a cui è stata sottoposta l'organizzazione Semillas si è ripetuto altre 285 volte con istituzioni filantropiche dedicate alle arti, all'istruzione, alla lotta alla povertà, all'uguaglianza e alla giustizia sociale. Nella lista di associazioni che hanno ricevuto sostegni importanti: un museo di arte messicano-americana in Texas, una compagnia di danza ispanica a New York, un'organizzazione di sviluppo sudafricana, un'altra contro la  discriminazione ai musulmani, il teatro Apollo di Harlem, l’università in California, Texas e New Hampshire, gruppi filantropici a Porto Rico e in India.

Ma tutto questo “fare del bene” alla fine non si è riusciti a tenerlo segreto ed allora la Scott è uscita allo scoperto dichiarando che “il mondo ha bisogno di ascoltare e bisogna offrire a coloro che  hanno sofferto per mancanza di fondi. Queste persone lottano da anni per i progressi umanitari senza sapere se saranno in grado di avere i soldi il mese successivo”.

Sia la scrittrice che il suo attuale marito Dan Jewett, professore di scienze a Seattle, continuano a non volere dare troppa visibilità a questa loro attività e hanno ricordato però che solo negli Stati Uniti le organizzazioni senza scopo di lucro impiegano il 10% della forza lavoro con, in aggiunta, altri 63 milioni di volontari.

Riguardo all’ultima donazione al fondo Semillas la stessa direttrice ha confermato che “si tratta di una cifra significativa che potrà aiutare il fondo per oltre 10 anni. Inoltre è una donazione con flessibilità e senza restrizioni. Ci hanno dato assoluta fiducia”. Chissà se il potente ex marito Jeff ha preso esempio da questo “modus operandi”.

 

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