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Esteri
Siria, Ban Ki-moon attacca Consiglio Onu: "Quattro anni di paralisi"

Bashar Assad e' un "tiranno". Lo ha detto Barack Obama intervenendo all'Assemblea generale delle Nazioni Unite. Il regime di Assad, ha affermato il presidente americano, "ha ucciso donne e bambini" e non puo' restare al potere in Siria. "Non si puo' tornare a status quo", ha asserito Obama riferendosi ai tentativi iraniani e russi di rimettere al centro di una soluzione della crisi siriana il "tiranno" di Damasco. "Assad - ha aggiunto Obama ricordando l'inizio della guerra civile- reagi' con una escalation militare a manifestazioni pacifiche" e con "i suoi alleati non puo' pacificare una nazione bombardata con le armi chimiche". E' proprio il "realismo", ha sottolineato il presidente americano, a "richiedere una transizione che ci porti da Assad a un nuovo leader", a un nuovo governo "che consenta a quel popolo di ricostruire".

Poi e' arrivata un'autocritica all'intervento militare in Libia. "La coalizione internazionale", ha detto il presidente intervenendo all'Assemblea generale dell'Onu - avrebbe dovuto fare di pi' per colmare il vuoto di potere" lasciato dalla scomparsa di Muammar Gheddafi". Obama ha inoltre difeso la sanzioni adottate contro la Russia. Queste, ha detto, "non rappresentano il desiderio di tornare alla guerra fredda" ma una risposta alle "violazioni della sovranita'" di cui la Russia si e' resa responsabile in Ucraina. "Il popolo ucraino -ha aggiunto- e' piu' interessato ad allinearsi all'Europa che alla Russia" e se Mosca "avesse tentato la strada della diplomazia sarebbe stato meglio per se l'Ucraina, e anche per la stessa Russia e per tutto il mondo". "Noi continuiamo a spingere affinche' questa crisi sia risolta", ha proseguito Obama sottolineando che le sanzioni "stanno facendo contrarre l'economia russa". Ma uno spiraglio alle relazioni resta aperto, ha affermato il presidente americano, che piu' tardi incontrera' Vladimir Putin: "Vogliamo - ha detto- una Russia forte ma che collabori con noi per rafforzare sistema internazionale.

Per combattere l’Isis, ha detto il presidente Putin, "occorre una coalizione internazionale come quella che si creò contro Hitler durante la Seconda Guerra mondiale. La situazione attuale nel mondo non può essere ulteriormente tollerata", ha rilanciato il numero uno del Cremlino. Al riguardo Putin ha proposto che il Consiglio di Sicurezza Onu adotti una risoluzione per coordinare le forze che combattono l’Isis e altri gruppi terroristici. Vladimir Putin non manca un riferimento alla crisi ucraina. Secondo il presidente russo "le sanzioni unilaterali sono contrarie ai principi delle Nazioni Unite".



  

Anche il segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon picchia duro e alla 70esima Assemblea Generale a New York attacca il Consiglio di Sicurezza: "Quattro anni di paralisi diplomatica del Consiglio di Sicurezza hanno fatto sì che la crisi siriana sia diventata fuori controllo. Il mio inviato speciale sta facendo il possibile", ha aggiunto, riferendosi a Staffan de Mistura, ma "è tempo che Consiglio di sicurezza e attori regionali si facciano avanti, prima di tutto i Paesi chiave: Russia, Usa, Arabia Saudita, Iran e Turchia".

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