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Esteri
Sputnik V, semplice ed affidabile, ma snobbato da americani ed europei.

E adesso pure il mondo occidentale deve far retromarcia sul vaccino russo, il primo in termini di tempo annunciato sulla scena mondiale, ed anche quello subito ‘snobbato’ dalle comunità scientifiche europee e americane.

Nonostante l’alto livello della scienza medica sovietica lo Sputnik V, così come il vaccino cinese, ha dovuto subire sospetti e critiche per la velocità dei test e la mancanza di trasparenza. Ora, molti paesi europei, compreso la Repubblica di San Marino, stanno vaccinando con lo Sputnik V. Persino la Regione Lazio ha chiesto al Governo di valutare la produzione del vaccino. E un protocollo di intesa sembra essersi aperto tra il prestigioso Spallanzani e l’Istituto russo. Anche perchè, aldilà della schizzinosa Europa, molti paesi dell’America Latina stanno portando avanti la campagna vaccinale anche con l’aiuto dello Sputnik V. Fanno impressione, ad esempio, nella piccola Repubblica Dominicana, non certo famosa per il livello sanitario, i manifesti che invitano gli over 70 a vaccinarsi nei supermercati, negli ospedali e nelle farmacie e tutto questo grazie anche alla disponibilità di vaccini diversi, approvati per uso emergenziale.

Chiaramente, dietro all’iniziale rifiuto europeo di rivolgersi a Vladimir Putin, vi era una sorta di ‘guerra politica’. Per Kirill Dmitriev, direttore del Fondo russo per gli investimenti diretti (RDIF),con laurea ad Harvard e Stanford, tutti i dubbi non sono altro che ‘ un frutto dell’ ignoranza, dei pregiudizi e della disinformazione’, bocconi avvelenati seminati dai competitors.

Secondo Dmitriev, che a 45 anni guida il potente fondo della Russia, con un capitale di riserva di circa 10 miliardi di dollari ‘risparmiati’ negli anni buoni del petrolio “C’era la volontà dei concorrenti di screditare il vaccino russo, che però non solo non ha funzionato ma ha pure dato una spinta in più al vaccino rendendolo ancora più famoso”.

Lo Sputnik V, sviluppato dall'Istituto Pubblico Gamalayeva, è stato il primo vaccino ad essere registrato al mondo. Il nome fa riferimento al primo satellite lanciato nello spazio e con il quale l'URSS ha superato gli Stati Uniti nella corsa allo spazio. L’annuncio del presidente russo Vladimir Putin, che fra l’altro ha fatto vaccinare una sua figlia, dà l'idea dell'importanza per Mosca di essere la capofila della corsa dei vaccini.

La RDIF ha detto di aver ricevuto richieste da oltre 50 paesi per 1,2 milioni di dosi, ancora in attesa di approvazione da parte dei rispettivi organismi di regolamentazione. Ovviamente vi è un focus speciale sull'America Latina, dove la Russia ha molti  interessi. I presidenti di Argentina, Messico e Venezuela sono stati fra i primi a fare da testimonial al vaccino dell’Istituto Gamalayeva.

La Russia ha raggiunto un accordo per fornire al Messico 31 milioni di dosi di Sputnik V. Con il governo argentino l'invio di 10 milioni entro la fine dell'anno e l'opzione di altri cinque all'inizio dell'anno prossimo. Anche con lo Stato brasiliano di Bahia c’è un accordo per 50 milioni di vaccini.

La RDIF ha anche accordi per un numero di dosi ancora da definire con il Venezuela e con lo stato brasiliano del Paraná; oltre alla previsione di fornire il principale vaccino russo all'India (200 milioni di dosi), alla Corea del Sud (150 milioni di dosi all'anno) e all'Egitto (25 milioni di dosi).

La Russia inoltre, che ha ottimi rapporti con il governo dell'ultraconservatore ungherese Víktor Orban, ha anche accettato di fornire il farmaco al suo alleato dell'Europa orientale. Il patto rappresenta un primo ingresso simbolico dello Sputnik V nell'UE.

La mappa delle esportazioni di Sputnik dà un'idea delle relazioni diplomatiche della Russia e della sua posizione nel consiglio geopolitico mondiale. Ma per Dmitriev non si tratta di politica, “E’ molto semplice. Stiamo lavorando molto duramente per salvare la nostra gente, la gente in tutta l'America Latina e nel mondo”.

Il vaccino viene spesso paragonato dalla televisione di stato russa al famoso fucile d'assalto Kalashnikov, ‘semplice ma affidabile’.

E’ efficiente al 92%, secondo i dati preliminari rilasciati dall'Istituto Gamalayeva, ha un prezzo inferiore a 10 dollari per ciascuna delle due dosi, tre volte inferiore a quella di Pfizer e Moderna e può essere liofilizzato, il che offre un grande vantaggio logistico per molti paesi ( elimina la necessità di trasporti a temperature bassissime).

Ma solo adesso, la sofisticata Europa, in piena crisi di nervi da mancanza di vaccini, comincia prenderlo sul serio.

 

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