Tensione alle stelle Cina-Usa, Pechino avverte: “No a qualsiasi interferenza”
Non s’arrestano le tensioni tra Cina e Stati Uniti: due navi miltiari sono arrivate pericolosamente a un passo dalla collisione nello Stretto di Taiwan, evitata per poco più di 100 metri nel mezzo delle pessime relazioni tra le due superpotenze. Quasi avesse un segnale premonitore, il capo del Pentagono Lloyd Austin, durante l’intervento allo Shanghi-La Dialogue di Singapore, il forum sulla sicurezza al quale è presente l’omologo cinese Li Shangfu, aveva rimarcato “essenziale” il dialogo tra i due Stati per evitare che calcoli errati generino un conflitto.
“Per i leader responsabili della difesa, il momento giusto per parlare è in qualsiasi momento, il momento giusto per parlare è ogni volta e il momento giusto per parlare è adesso e una cordiale stretta di mano a cena non può sostituire l’impegno in tal senso”, ha spiegato Austin riferendosi al breve incontro con Li di venerdì sera alla cena di apertura del meeting.
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Nel frattempo, il ministro della Difesa cinese Li Shangfu ha dichiarato che “se qualcuno osa separare Taiwan dalla Cina, un militare cinese non esiterà un secondo”. “Non temeremo avversari e salvaguarderemo risolutamente la sovranità nazionale e l’integrità del territorio a prescindere da qualsiasi costo”. Taiwan è indipendente dal 1949, ma la Cina considera Taiwan parte del territorio cinese.
Li ha criticato la vendita di armi e l’addestramento militare degli Stati Uniti a Taiwan, nonché il miglioramento delle relazioni Washington-Taipei. “Taiwan è un affare interno della Cina”, ha detto il ministro. “Taiwan è la Taiwan della Cina e come risolvere la questione di Taiwan è una questione che devono decidere i cinesi”.
“La riunificazione della Cina è una tendenza storica prevalente e un corso inarrestabile“, ha detto Li. “Ci impegneremo per la prospettiva di una riunificazione pacifica con il massimo impegno. Ma non promettiamo di rinunciare all’uso della forza. Se qualcuno osa separare Taiwan dalla Cina, un militare cinese non esiterà un secondo”. Li ha descritto le relazioni di Pechino con Washington a un “minimo record” dall’inizio dei rapporti tra i due paesi nel 1979. La Cina, ha spiegato, è fondamentalmente aperta a colloqui tra le due potenze, ma solo se “basati sul rispetto reciproco“.

