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Esteri
Trump, l'ombra della Blackwater dietro i legami con la Russia

Erik Prince, il fondatore della BLACKWATER, l'esercito di 'mercenari' protagonista delle guerre di Bush, è stato, durante la transizione, una sorta di consigliere ombra di Donald Trump per le questioni di intelligence e Difesa ed anche per la scelta di candidati per Pentagono e dipartimento di Stato. E' quanto rivelava The Intercept lo scorso gennaio, esattamente il 17, praticamente pochi giorni dopo l'incontro alle isole Seychelles che Prince avrebbe avuto, secondo quanto rivelato dal Washington Post, l'11 gennaio con un alleato di Putin a nome dell'ancora nascente amministrazione Trump. Nell'articolo del giornale fondato da Gleen Greenwald, il giornalista che è stato il primo a rivelare i segreti della talpa della Cia Edward Snowden, si citava una fonte del team di transizione di Trump. Ed oltre ricordare che la moglie di Prince aveva pubblicato foto dal quartier generale di Trump la notte dalla vittoria e che insieme alla Betsy DeVos - ora ministro per l'Istruzione - ed alla madre ha donato ingenti somme ai super Pac di Trump, nell'articolo si davano dei dettagli anche sul tipo di consigli che avrebbe dato alla campagna elettorale. Per esempio a luglio avrebbe detto a Steve Bannon, che allora era ancora il capo del sito di alt right Breitbart News, ma evidentemente era già molto vicino alla campagna che poche settimane dopo avrebbe iniziato a guidare, che l'amministrazione Trump avrebbe dovuto reintrodurre il Phoenix Program, il programma di assassinio della Cia attivo durante la guerra del Vietnam, per combattere lo Stato Islamico.

Ex Navy Seal, Prince, rampollo di una famiglia fortemente cristiana di miliardari del Michigan, fonda la BLACKWATER nel 1997, ad appena 28 anni, e la società di sicurezza privata inizia da subito da incassare contratti milionari con agenzie governative. Ma dal 2001, con l'avvio delle guerre di George Bush prima in Afghanistan e poi in Iraq, che la BLACKWATER diventa una sorta di esercito privato al servizio della Cia ed altre agenzie di intelligence con le quali ha appalti per 600 milioni di dollari fino al 2010. La società divenne anche la principale società di "contractor" del dipartimento di Stato fornendo 987 guardie di sicurezza per le ambasciate e le basi militari nei posti più caldi. Fu proprio una scorta d contractor a protezione di un convoglio diplomatico che fu coinvolta in una sparatoria in una piazza di Baghdad, Nisour Square, in cui nel 2007 furono uccisi 17 civili iracheni, tra i quali un bambino di 9 anni. La BLACKWATER sostenne che i propri uomini si erano difesi in un'imboscata, ma un'inchiesta del governo iracheno stabilì che i contractor aprirono il fuoco senza nessuna provocazione e fu revocato il permesso alla società di operare in Iraq. Nel dicembre del 2008 5 agenti della BLACKWATER vengono incriminati per omicidio colposo, ed inizia così un lungo e travagliato percorso che, dopo archiviazioni, proteste di Baghdad, cause civili delle vittime, ha portato nell'aprile del 2015 alla condanna di una delle guardie all'ergastolo e di altre tre a 30 anni di prigione.

Anche se durante i processi si fecero avanti ex dipendenti della BLACKWATER che lo accusarono di incoraggiare un ambienti di lavoro in cui gli iracheni potevano venire uccisi per un nulla in quella che considerava una "crociata" contro l'Islam, Prince attraversò indenne lo scandalo salvo vendere la BLACKWATER per trasferirsi ad Hong Kong alla guida della Frontier Service Group, sempre una società di sicurezza privata che ora avrebbe iniziato a lavorare anche con il governo e l'intelligence cinese. L'articolo di gennaio si soffermava anche alla sintonia di Prince con Trump per quanto riguarda le aperture alla Russia di Putin, come confermerebbe il ruolo che ha avuto nell'incontro segreto rivelato oggi dal Washington Post. "Se Franklin Delano Roosevelt ha potuto avere a che fare con Stalin per sconfiggere il fascismo tedesco nella Seconda Guerra Mondiale certamente gli Stati Uniti possono lavorare con Putin per sconfiggere il fascismo islamico", ha detto Prince, che avrebbe avuto una relazione particolarmente stretta con Bannon, l'attuale stratega di Trump alla Casa Bianca, e il sito e la radio di Breitbart a cui, durante la campagna elettorale, spesso ha rilasciato interviste.

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