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Esteri
Usa, elezioni di medio-mandato mai così importanti come queste

Usa, le elezioni di medio mandato decisive per i prossimi due anni del Governo Biden

Le elezioni di mid-term in Usa sono sempre state considerate meno riportanti rispetto alle presidenziali. Sono state tutte così con l’eccezione di quelle di domani. Non a caso Joe Biden, ha detto “Queste sono le elezioni più importanti della nostra vita. Non è un'iperbole. Darà forma a quelle che saranno le prossime due generazioni. Non è uno scherzo. Perché tante cose stanno cambiando... tante cose”. A parte le affermazioni del Presidente queste elezioni sono le prime dopo l'assalto al Campidoglio del 6 gennaio 2021. L’America non è mai stata così polarizzata con due partiti lontani l’uno dall’altro anni luce. Saranno rinnovati 435 membri della Camera dei Rappresentanti (mandato biennale) e 35 dei 100 seggi del Senato (mandato di sei anni). I sondaggi confermano praticamente tutti una vittoria una repubblicana relativamente alla Camera mentre la battaglia è aperta al Senato.

Usa, con il controllo solo della Camera il Governo è bloccato

Il controllo del solo Senato però renderebbe praticamente impossibile la vita al Presidente Biden. Molti osservatori politici sono convinti che l'agenda legislativa di Biden si fermerà. Questo significa, ad esempio, che non ci saranno gli aumenti delle tasse sulle compagnie petrolifere per i loro super guadagni. E poche speranze per il Presidente di regolamentare l'aborto come un diritto in tutto il Paese, o come pure la possibilità di vietare le armi d'assalto. "Impantanate" sarebbero pure le leggi relative al miglioramento degli accessi in università e asili nido e quelle per combattere le discriminazioni razziali. Una  maggioranza repubblicana potrebbe contenere il procedimento contro Donald Trump per i documento segreti sequestrati nella sua villa a Mar-a-Lago in Florida. Oppure creare commissioni per controllare la gestione della pandemia, il ritiro delle truppe dall'Afghanistan, il parziale condono del prestito studentesco, o altro ancora. Insomma qualcosa di più che una spina nel fianco del Presidente. Una sconfitta democratica potrebbe alimentare le voci nel partito secondo cui Biden (80 anni) non dovrebbe candidarsi per la rielezione.

Usa, Joe Biden è convinto di vincere

Nonostante i sondaggi e la storia che gli gioca contro  Biden è convinto della vittoria “Penso che vinceremo. Credo che manterremo il Senato e che avremo la possibilità di vincere alla Camera". Il partito del presidente ha sempre perso le elezioni di medio termine. Nel 1934 (Franklin D. Roosevelt), nel 1998 (Bill Clinton) e nel 2002 (George W. Bush). Nel secolo scorso solo Roosevelt (1934), John F. Kennedy (1962), Richard Nixon (1970), George W. Bush (2002) e Donald Trump sono riusciti a migliorare la propria posizione (2018). I democratici hanno una maggioranza compresa tra 222 e 213 seggi alla camera bassa. Con cinque perdite, sarebbero in minoranza. Al Senato, Democratici e Repubblicani hanno ciascuno 50 senatori (il pareggio è rotto dal vicepresidente Kamala Harris).  I repubblicani sono in vantaggio in North Carolina, Ohio e Wisconsin e i democratici hanno un certo margine nel New Hampshire e in Arizona. Se i sondaggi non sbagliano, il controllo del Senato sarà mantenuto da chi vincerà due di questi tre stati: Nevada, Pennsylvania e Georgia. Dal risultato di martedì prossimo dipendono il diritto all'aborto, le armi da fuoco, il diritto di voto, il margine di indebitamento, la politica fiscale, la salute della democrazia, le elezioni presidenziali del 2024 con Trump pronto a candidarsi. Insomma abbastanza "roba" per guardarle con attenzione.

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