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Esteri
Vaccini e Covid, tra Europa e Usa c’è feeling ma non ancora amore
Ursula von der Leyen (Lapresse)

L’Unione Europea è in sintonia con gli Stati Uniti riguardo ai dubbi sull’origine della pandemia.

Insieme si vuole portare avanti  una seconda indagine condotta in Cina da esperti dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).

"Chiediamo uno studio sull'origine del Covid-19 che sia trasparente, basato sull'evidenza, guidato da esperti dell'Oms e libero da interferenze", confermata prima bozza europea prima del vertice mondiale a Bruxelles.

L'allineamento dell'UE con Washington potrebbe inasprire le relazioni con la Cina che ha sempre negato l’ipotesi che il virus potesse essere “scappato” da un suo laboratorio a Wuhan.

Le prime accuse contro Pechino sono nate con Donald Trump e avevano causato forti attriti tra Washington e Pechino.

L'OMS aveva iniziato a gennaio un’indagine con 14 esperti internazionali a Wuhan. Lo studio si è concluso a febbraio senza alcun risultato tranne quello dell’ipotesi che il virus potesse essere passato direttamente da un animale a un essere umano.

Il rapporto dell'OMS sembrava aver risolto la controversia. Ma a metà maggio, un gruppo di scienziati di Harvard, Stanford o Yale ha chiesto di rivedere "seriamente" la possibilità che l'origine del virus provenisse da un incidente in un laboratorio.Tesi supportata subito anche da Joe Biden che ha ha chiesto ai suoi servizi di intelligence di presentargli uno studio entro 90 giorni.

L'Europa era rimasta diplomaticamente fuori da questo conflitto preferendo mantenere aperte tutte le vie di cooperazione. Ma nel caso del virus, molti ritengono che la stessa Cina abbia contribuito alla sfiducia internazionale limitando fortemente la capacità di ricerca del team dell'OMS.

Bruxelles sembra cercare  di ingraziarsi il più possibile la nuova amministrazione americana dopo i complessi quattro anni di Trump.

Nonostante il feeling ritrovato Biden qualche ostacolo esiste ancora. Tra questi la questione della proprietà intellettuale dei vaccini contro il Covid-19 sviluppati da aziende americane.

Gli Stati Uniti difendono all'interno dell'Organizzazione mondiale del commercio (OMC) il rilascio di brevetti per facilitarne la produzione su scala globale. Bruxelles è stata disposta a studiare la proposta, ma Michel e Von der Leyen sostengono che la priorità dovrebbe essere quella di facilitare l'export, come ha fatto l'Ue, che ha permesso al 50% dei 600 milioni di dosi che ha prodotto di uscire verso paesi terzi.

Biden, invece, così come aveva fatto Trump, intende mantenere il blocco sulle esportazioni per garantire le dosi prima alla popolazione americana. L'America First di Trump è ancora in vigore contro il Covid.

I leader comunitari sostengono anche la razionalizzazione del sistema di licenze obbligatorie previsto dalle regole dell'OMC per consentire ai paesi di costringere le aziende farmaceutiche a consentire ad altre aziende di produrre i loro vaccini e ad accettare la produzione a un prezzo di costo minimo.

Insomma tra Europa e Stati Uniti c’è feeling ma non ancora amore.

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