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Brunello Riserva 2012, l’ultima annata prodotta da Franco Biondi Santi

Brunello Riserva 2012, l'ultima annata prodotta da Franco Biondi Santi

Come ormai è noto, il settore della ristorazione e dell’intrattenimento sta vivendo un difficile momento a causa del Coronavirus. Enoteche, ristoranti ed esercizi pubblici di somministrazione di alimenti e bevande posso lavorare soltanto fornendo servizi da asporto e spedizione. Le cantine e le aziende vitivinicole italiane hanno dovuto chiudere le porte al pubblico per rispettare i vincoli sanitari derivanti dal DPCM sul Coronavirus, ma non per questo il lavoro, ove possibile e nel rispetto della legge, si deve fermare, anche per evitare il tracollo di un settore che in Italia dà lavoro a centinaia di migliaia di persone dell'intera filiera agro-alimentare. Per ovviare a questa limitazione, molte cantine ed aziende vitivinicole hanno deciso di prendere il toro per le corna e non interrompere il rapporto con la clientela, offrendo un innovativo servizio di virtual tasting. Tra le degustazioni a distanza, svolte attraverso canali social quali instagram, facebook, e Zoom volte a far conoscere i segreti e le caratteristiche dei vini italiani c’è quella della celebre casa vitivinicola toscana Biondi-Santi, che per la prima volta nella storia, grazie alla tecnologia, permetterà di far conoscere alla stampa le qualità organolettiche del Brunello Riserva 2012 con una degustazione narrativa a distanza dal titolo "Emozioni in bottiglia: un vino, un uomo, una storia." Nel 2020 si celebra infatti il Brunello Riserva 2012, l’ultima Riserva prodotta da Franco Biondi Santi, custode per oltre quattro decenni dell’eccellenza di Tenuta Greppo. Franco Biondi Santi ha dedicato la sua vita alla Tenuta Greppo, alle sue vigne e al suo vino, producendo 24 Riserve, dal 1970 fino al 2012. Alcune di queste Riserve rappresentano capolavori del vino capaci di rispecchiare il carattere sincero, gentile e sempre elegante di Franco Biondi Santi. La Riserva Biondi-Santi è un vino fresco, caratterizzato da una raffinata struttura e un’austerità giovanile, che con il passare degli anni si evolve e si ingentilisce. Il concetto di maturità per Franco Biondi Santi si fondava appunto sulla conservazione della freschezza del frutto e il perfetto equilibrio tra tannini, frutta e acidità, che forma le fondamenta per la leggendaria longevità della Riserva Biondi-Santi.  Il carattere della Riserva 2012 è espressione di equilibrio, finezza e grande freschezza ovvero il perfetto esempio dello stile di vino che Franco Biondi Santi amava produrre. Un vino in cui il tempo è sospeso, in cui traspare l'eredità di 150 anni di tradizione di Tenuta Greppo. Un vino di lunga vita. La Riserva 2012 nasce da una selezione di uve provenienti dalle più vecchie vigne di Tenuta Greppo. Dopo un inverno mite con alcune nevicate tardive e una gradevole primavera, l’estate 2012 si svela calda, tuttavia le vecchie viti non soffrono la siccità estiva. Settembre poi porta alcune piogge rigeneranti e significativi sbalzi di temperatura tra giorno e notte, che contribuiscono a sviluppare il bouquet aromatico dell’uva. Fermentato in grandi botti verticali di rovere, il vino viene poi invecchiato per 36 mesi nelle tradizionali botti di rovere di Slavonia. Il rilascio sul mercato della Riserva 2012 era prevista nel 2019, ma Biondi Santi ha deciso di attendere ancora un anno per dare a questo vino statuario altro tempo per affinarsi e trovare il suo equilibrio ideale, prima di svelarsi al mondo. 

LA VITA DI FRANCO BIONDI SANTI (1922 - 2013) 

Conservatore ma al tempo stesso innovatore. In nome della purezza Franco Biondi Santi ha sempre cercato di inculcare ad altri produttori il valore della pazienza e il senso assoluto della qualità radicata nel tempo. Amava il vino, certamente, ma ancor più la vita nei suoi valori profondi. Ed amava sua moglie, per la quale ha iniziato a produrre vini rosé. Sua moglie infatti non amava il vino rosso, non l’aveva mai bevuto e così Franco iniziò a produrre un vino rosato a lei dedicato. Nel contempo decise di immergere nel vino i succhiotti dei propri figli, per sconfiggere già in tenera età qualsiasi titubanza verso il vino.  Non voleva che diventando adulti rinunciassero a quell’esperienza, così da Franco definita “Apprezzare il grande vino è qualcosa che coinvolge sia l'intelletto che il cuore. Fa innamorare le persone. Risveglia grandi emozioni.“ Franco Biondi Santi ha combattuto la Seconda Guerra Mondiale e di quegli anni, in cui le vigne di Tenuta Greppo venivano trascurate e la richiesta di vini di qualità era indubbiamente inesistente, aveva caro il ricordo di un importante avvenimento. All’inizio del 1944 aiutò suo padre Tancredi assieme a un operaio di fiducia, a murare la cantina dove erano riposte le vecchie Riserve. A quel tempo la cantina si trovava in paese, nel centro di Montalcino. Lavorarono tutta la notte quasi al buio per nascondere un centinaio di bottiglie dal 1888 al 1925, un vero tesoro. Sua iniziativa fu la fondazione dell’Associazione Amici di Sant’Antimo voluta per riportare al culto l’antica Abbazia e per favorirne il suo sviluppo religioso, culturale e artistico, che oggi continua a essere meta di turisti e fedeli. L’Accademia dei Georgofili, la storica istituzione fiorentina, oggi ‘ente morale’ che da oltre 250 anni promuove il progresso delle conoscenze in agricoltura, ambiente e alimenti conta tra i suoi Accademici Franco Biondi Santi attivo nell’approfondire l’aspetto culturale del vino.  Nel 1994 a Tenuta Greppo, Franco Biondi Santi organizza per 16 autorevoli critici enologici di fama mondiale, la leggendaria degustazione verticale dei ‘100 anni di Brunello’, in occasione dell’uscita del Brunello Riserva Biondi-Santi 1988 risalendo in 15 tappe all’annata della genesi, la Riserva 1888. E’ un trionfo, la Riserva Biondi-Santi riafferma la sua unicità e la capacità di essere perfetta anche dopo 100 anni. Nicholas Belfrage di Decanter assegna il punteggio perfetto alla Riserva 1891, un'annata che lo stesso Franco ritiene il traguardo su cui misurate tutte le annate successive. Avvia una selezione clonale di 40 diversi tipi di Sangiovese di Tenuta Greppo, affinando la ricerca massale, ovvero dei viti migliori, cominciata da Ferruccio nell’800 e portata avanti poi da Tancredi. Biondi Santi lavora con i professori Casini e Bandinelli della Facoltà di Agraria di Firenze e questa lunga collaborazione si concluderà con l’identificazione del clone di Sangiovese Grosso della Tenuta Greppo, il BBS11 (Brunello Biondi-Santi 11). Decide poi di ridurre i tempi di invecchiamento del Brunello Biondi-Santi in botte da 48 mesi a 36 mesi, mantenendo saldo il lungo affinamento in bottiglia, ed introduce nella storica cantina il concetto di controllo della temperatura. Infine estende la tecnica della ricolmatura, introdotta nel 1927 da suo padre Tancredi per salvaguardare la longevità dei vini, anche alle bottiglie dei collezionisti.

L’EVOLUZIONE DELL’AZIENDA BIONDI-SANTI NEGLI ULTIMI ANNI

Nel 2016 la famiglia Biondi Santi, oggi rappresentata dal figlio Jacopo e dal nipote Tancredi Biondi Santi, ha avviato la ricerca di un partner strategico che potesse aiutare l’azienda ad affrontare il futuro e sviluppare ulteriormente il concetto di eccellenza che da sempre contraddistingue il mondo Biondi-Santi.  Il Gruppo EPI (Européenne de participations industrielles), società di investimento indipendente di proprietà di Christopher Descours è in prima linea nella selezione continua di opportunità per accrescere la sua divisione “Vini e Champagne” con marchi d’eccellenza dall’identità forte e distintiva. Le famiglie Biondi Santi e Descourssi sono dunque ritrovate unite da visione comune, poi concretizzata da un’alleanza strategica,proiettata nel lungo periodo e guidata dallo stesso senso del valore: know-how, eccellenza enologica e creatività nella produzione di vino. L’ambizione di EPI è quella di riaffermare Biondi-Santi come il vino italiano più ricercato a livello mondiale e per raggiungere questo obiettivo è stato messo a punto un piano di sviluppo importante per perseguire nuovi livelli di eccellenza. Ingenti investimenti sono stati avviati dal 2018, sia in vigna sia in cantina, per portare la produzione a un livello di qualità, sviluppato da enologi illuminati come Tancredi e Franco Biondi Santi, ancora più elevato.  Si tratta di uno studio approfondito che parte dall’analisi della vigna e da un rinnovato approccio alle caratteristiche del terroir. Al processo di selezione già rigorosa messa a punto da Franco Biondi Santi - dove l’età della vigna definisce la destinazione enologica delle uve - è stato affiancato un processo di parcellizzazione, sia in vigna che in cantina, per tenere separate le uve dei vigneti più significativi. Ciò consentirà a Biondi-Santi di definire ancora meglio e più da vicino la composizione e il profilo di ogni vino, partendo dalla vigna. La parcellizzazione in vigna ha comportato l’acquisto di nuovi tini più piccoli, in cemento e in rovere, come da tradizione dell’azienda. A guidare la storica azienda Biondi-Santi oggi è Giampiero Bertolini, nominato Amministratore Delegato a novembre 2018. Nato in Ecuador nella città di Quito, dopo aver trascorso i suoi primi anni d’infanzia tra il Sud America, la Francia e il Nord Africa, all’età di sette anni si stabilisce nella città d’origine di famiglia, Firenze.  Si laurea all’Università degli Studi di Firenze in Economia & Marketing e consegue un Master di Specializzazione in Marketing Internazionale presso il Massachussets Institute of Technology (MIT).  Dopo un’esperienza decennale in ruoli di responsabilità in area marketing per la multinazionale Procter&Gamble, rientra in Toscana, prima a Prato come partner della società Centro Chimica, poi nel Gruppo Marchesi de Frescobaldi, dove trascorre sedici anni ricoprendo il ruolo di Direttore Commerciale e Marketing per quattro distinti marchi. La sua missione è quella di rafforzare la posizione del Brunello di Montalcino Biondi Santi nel gotha dei migliori vini al mondo e riportarlo tra le mani di consumatori appassionati. Ad affiancare Giampiero Bertolini c’è il direttore tecnico Federico Radi, laureato presso la Facoltà di Agraria dell’Università degli Studi di Firenze. La sua vita professionale conta esperienze molto importanti nelle zone vocate per la produzione del Sangiovese, prima nel Chianti Classico, poi in Maremma. Arriva a Tenuta Greppo nel 2017.

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