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Chianti Lovers, grande successo di pubblico alla Fortezza da Basso di Firenze

Si attestano a oltre 4000 le presenze registrate nella giornata appena conclusasi di Chianti Lovers, l’anteprima del Consorzio Vino Chianti realizzata in collaborazione con il Consorzio Tutela Morellino di Scansano, che si è svolta domenica  16 febbraio nel padiglione Cavaniglia della Fortezza da Basso di Firenze. Chianti Lovers, che ha visto due momenti distinti,  la mattina dedicata a buyer e stampa, il pomeriggio aperta al pubblico, ha messo in vetrina 122 aziende, 488 etichette in degustazione e 206 in anteprima. Nella giornata sono state degustate le annate Chianti DOCG 2019 e Riserva 2017 e Morellino di Scansano DOCG 2019 e Riserva 2017. Protagonisti i vini del Consorzio Chianti e dei Consorzi di sottozona: Rufina, Colli Fiorentini, Colli Senesi, Colli Aretini, Montalbano, Colline Pisane, Montespertoli e del Consorzio Tutela Morellino di Scansano. Il vino Chianti è un’invenzione della natura e della cultura della regione d’Italia più conosciuta e amata nel mondo. Nella sua vasta area di produzione sono presenti da secoli gli stessi vitigni: il Sangiovese prima di tutti, al quale possono aggiungersene in proporzione minore anche altri, sempre comunque coltivati nel territorio. La loro combinazione e il carattere, la corposità e i profumi che terreni, altitudini e microclimi diversi gli trasmettono, danno vita al Vino Chianti a Denominazione di Origine Controllata e Garantita. Della sua qualità si occupa dal 1927 il Consorzio Vino Chianti. I suoi controlli riguardano l’intero ciclo di produzione – dalla scelta delle uve alla vinificazione, dalla verifica delle caratteristiche chimiche, fisiche e organolettiche all’imbottigliamento – e la fedeltà ai criteri imposti nel 1967 dalla Doc e dalla Docg, riconosciuta nel 1984. Il Consorzio è inoltre competente per i vini dei Colli dell’Etruria Centrale Doc e per il Vin Santo del Chianti Doc. Ad esso è stato affidato dal Ministero delle Politiche Agricole il controllo dell’intera filiera produttiva vinicola italiana (controllo erga omnes). Il lavoro del Consorzio e dei propri soci – produttori, aziende storiche, commercianti e cantine cooperative – garantisce la massima trasparenza della produzione e del mercato del Chianti Docg. Il Chianti Docg è prodotto nelle province di Arezzo, Firenze, Pisa, Pistoia, Prato e Siena. “Ancora una volta la scelta di voler aprire al grande pubblico ha premiato", ha sottolineato il presidente del Consorzio Vino Chianti Giovanni Busi, e la giornata appena conclusa è “un'occasione concreta per mettere in contatto le nostre aziende con le persone, che hanno così la possibilità di conoscere e apprezzare cosa c'è dietro ogni etichetta”. Il 2019 si è rivelato un anno importante anche sul fronte della qualità: “La vendemmia è in linea con le aspettative, abbiamo raggiunto l'obiettivo della riduzione del 10% delle quantità che ci eravamo dati per mantenere i magazzini in linea con l'andamento commerciale. La qualità è ottima. Il merito di tutto ciò è delle aziende che negli anni scorsi hanno fatto importanti investimenti e ad oggi oltre il 75% dei vigneti è stato rinnovato”.  Il Chianti Docg archivia l’anno appena trascorso con un deciso segno positivo: le bottiglie vendute sul mercato interno sono cresciute del 6,3%, mentre quelle sul mercato internazionale segnano una crescita dell’1%, nonostante il calo della Germania (dove si è registrato un -10%) e la sostanziale stagnazione degli Usa. Accolta con grande soddisfazione da parte del presidente Busi la notizia dell’esclusione dei dazi Usa riguardanti i prodotti italiani di pasta, olio e vino. Questi ultimi rischiavano infatti di finire al centro della disputa che ha coinvolto Airbus e Boeing, accusatesi vicendevolmente di aver ricevuto aiuti di stato. “La notizia più bella che potesse arrivare alla vigilia della nostra anteprima Chianti Lovers. Possiamo tirare un sospiro di sollievo dopo mesi di apprensione. Siamo grati al governo americano e a quello italiano per il gioco di squadra che ha permesso di escludere l’Italia dai Paesi colpiti dai dazi”. Il mercato Usa rimane infatti di primaria importanza nell’export dei nostri prodotti. Nella foto Gianluigi Borghini Baldovinetti de' Bacci, proprietario delle Tenute San Fabiano di Arezzo. 

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