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A Matelica Luciana Mosconi fa la pasta da 25 anni

Si può tenere testa ai grandi colossi dell’agroalimentare? È possibile proporre, su larga scala, un prodotto di qualità senza tradire la propria filosofia “artigianale”? L’esperienza del Pastificio Luciana Mosconi di Matelica è capace di dare una risposta affermativa a entrambe le domande.
Sarà un 2016 particolare per l’azienda marchigiana: si celebrano, infatti, i 25 anni di una storia di successo. È il 1991 quando Manfredo e Marcello Pennazzi, componenti di una famiglia impegnata da tre generazioni nell’agroalimentare, entrano quasi per caso nel negozio della signora Luciana Mosconi, a Matelica. Ascoltano la sua storia, comprano le “mitiche” tagliatelle e… ne rimangono estasiati. Grazie alla loro felice intuizione il piccolo punto vendita, non molto tempo dopo, comincia a prendere la forma di un vero e proprio pastificio. Nasce così la bella storia della “Signora delle Tagliatelle”.
Da qui in poi l’impresa prosegue dritta sulla sua strada: pur in una settore di mercato instabile e altamente competitivo, il pastificio “cresce”, credendo nelle specialità legate alla sfoglia della tradizione, alle tagliatelle, una pasta non semplice da preparare in casa (non soltanto per motivi di tempo), ma che costituisce ancora un caposaldo della tradizione alimentare italiana. Il tutto, con la volontà di mantenere inalterati i suoi principi: portare sulle tavole un prodotto con una connotazione artigianale, riconoscibile al primo assaggio, lontano dai sapori stereotipati della grande industria.

Marcello Pennazzi modificato 1
 

Grazie a questa filosofia, e alla qualità della sua pasta, Luciana Mosconi ha saputo ritagliarsi un posto di primo piano: l’azienda marchigiana è, infatti, leader nel segmento premium conquistando ampi consensi anche oltre i confini italiani. L’impresa, seconda assoluta nel mercato della pasta secca all’uovo, ha fatto registrare una crescita dell’11% nel 2015, rispetto ai dodici mesi precedenti, un dato in netta controtendenza rispetto alla flessione generale del comparto. Intanto, pur in un comparto che non vive il suo miglior momento, il pastificio marchigiano prosegue nel suo trend di crescita. L’azienda Luciana Mosconi è attualmente accreditata di una quota mercato a valore del 13% nel comparto della pasta all’uovo secca, quota che cresce al 19% se si considera la pasta all’uovo lunga secca. Il fatturato 2015 dell’azienda di Matelica si attesta su 25 milioni di euro.

 

MOSCONI CONFEZIONE 5637
 

Questo anche grazie ai tanti ‘plus’ del prodotto: una sfoglia tenace, ruvida e porosa, capace di creare un connubio perfetto con i sughi e i condimenti. Un sapore orgogliosamente “artigianale”, “come fatto in casa” che porta la gioia della festa su milioni di tavole. Insomma, una tradizione tutta italiana che, grazie a un impegno quotidiano, Luciana Mosconi intende continuare a difendere.
Tra gli ingredienti di questa ricetta di successo c’è il metodo esclusivo del pastificio Luciana Mosconi riguardante la lavorazione. Oltre a un’accurata scelta delle materie prime - il grano migliore e le uova più fresche si fondono in un inimitabile abbraccio -, l’azienda lavora la sfoglia “a doppio impasto”, tirandola delicatamente, senza pressatura meccanica; così facendo, si evitano stress che possano pregiudicare gusto e fragranza, mantenendo inalterate le qualità organolettiche delle materie prime, con una successiva essiccazione lentissima di tutti i prodotti per oltre 24 ore. Il risultato, nel piatto, è di assoluta eccellenza, con un sapore che ricorda quello della pasta “come fatta in casa”.
Anche “Davide”, inteso come una piccola realtà produttiva orgogliosamente “made in Marche”, può dunque competere contro i vari “Golia”, i grandi colossi dell’agroalimentare, ricavando importanti fette di mercato. “Grazie al nostro esclusivo metodo di lavorazione, possiamo portare in tavola un prodotto riconoscibile al primo assaggio - afferma l’Ad Marcello Pennazzi -. Puntare sulla qualità si è rivelato vincente: lo dice il mercato, che ci vede concorrere fieramente con i grandi competitor, che spesso guardano con interesse alla nostra ricetta di famiglia, unica e inimitabile”.
La storia di Luciana Mosconi è pure una case history territoriale che dimostra come tagliatelle di eccezionale qualità possono nascere anche in una regione diversa dall’Emilia. Del resto, le Marche hanno una consolidata tradizione nella preparazione della pasta all’uovo e della sfoglia, un patrimonio da conservare e valorizzare. Oggi la Luciana Mosconi è pronta, anche grazie a una azione di comunicazione integrata, a diventare paladina di un pieno rilancio della tagliatella, prodotto che rappresenta una parte importante del bagaglio gastronomico italiano. Una ricchezza che non deve essere dispersa ma, al contrario, rivalutata con forza e convinzione. 
Il claim scelto, “Nessuna può battere l’originale”, afferma con ironia e orgoglio la capacità di aver inventato, più di vent’anni fa, una bontà unica, un prodotto che non c’era. Una campagna “forte” ma non aggressiva. Anche se persino grandissimi attori di mercato tentano di imitare il segreto della sua bontà, Luciana Mosconi non considera i propri concorrenti degli avversari. Perché chi investe risorse a favore della pasta all’uovo, fa solo il bene dell’Italia e delle sue tradizioni gastronomiche. Per fortuna in controtendenza, la marchigianissima “Signora delle Tagliatelle” con questa campagna, pur affermando con decisione la propria identità, si mette al servizio di un settore oggi non sempre smagliante. La speranza, nel caso di “Luciana” suffragata dai fatti, è che certe ricette della tradizione siano sempre le vere protagoniste delle scelte alimentari degli italiani. 

Obiettivi ambiziosi? La “tenacia” e la caparbietà del pastificio di Matelica è una costante della sua storia. La Luciana Mosconi, nel 2015, è stato inserita fra le aziende chiamate a rappresentare la Regione Marche nel contesto di Expo: si è coronata, così, la storia di un piccolo laboratorio di paese capace di conquistare il mondo. Inoltre, è stata la prima azienda del settore a stringere un accordo di collaborazione con il Ministero dell’Ambiente per il calcolo della “Carbon Footprint” e le relative misure di compensazione per le emissioni, con riferimento alla pasta all’uovo nei formati da 250, 320 e 500 grammi.


 

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