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Gas, Cingolani: "Basta importare, prendiamo di più dai nostri giacimenti"

Gas, Cingolani dopo il nucleare: “Basta importare, produciamo di più". 

"Noi siamo deboli perché importiamo l'energia da tutte le parti. Per cui in generale il nostro energy mix deve cambiare e la nostra politica energetica deve migliorare. Quanto al nucleare bisogna continuare a studiare e a sviluppare, lo dicono tutti. Ci sono diverse tecnologie e la fusione sarà quella che un giorno probabilmente risolverà i problemi, vedremo tra quante decadi". Lo afferma il ministro della Transizione Ecologica, Roberto Cingolani ospite a 'The Breakfast Club' su Radio Capital.

Secondo il ministro, "oggi è il momento di investire nelle tecnologie che ci permetteranno in futuro di accelerare". Sul nucleare, dunque, "la mia risposta è convintamente sì, purché non si vada a slogan o a vecchie tecnologie ma si studi. É arrivato il momento di studiare, sviluppare e fare innovazione".

Gas, bisogna produrre di più

"Siamo nelle mani di un mercato globale e l'Italia è particolarmente debole rispetto agli altri Paesi perché noi purtroppo importiamo quasi tutta l'energia. Il nostro gas è prodotto al minimo, ne potremmo produrre di più".

"Estrarre più gas? Noi abbiamo promesso di fare questa battaglia al cambiamento climatico quindi non vogliamo aumentare la produzione di gas però a parità di volume di gas consumato ogni anno io cercherei di prendere il più possibile dai nostri giacimenti invece che importare. In questo momento l'opzione uno non è trivellare di più ma utilizzare al massimo giacimenti che già ci sono, che sono stati chiusi e in un anno si possono riaprire", conclude Cingolani.

Trivelle nell’Artico, non possiamo bloccare processi già attivi

Il piano di trivellazioni nell'Artico, che vede coinvolte anche aziende italiane, "è partito tempo fa. Noi come Paese possiamo decidere di non sponsorizzare nuove estrazioni però c'è un mercato che si è organizzato. Le nostre decisioni sono recentissime e non possono essere retroattive".

"Non possiamo bloccare processi partiti tempo fa, nulla è retroattivo a questi livelli. Bisogna esser il più possibile attenti come Paese e capire che c'è una dinamica di mercato. Le nostre aziende devono continuare a competere sul mercato globale”, conclude il ministro. 

Bollette, calo dei prezzi (forse) nel prossimo anno

"Il caro bollette dipende dall'aumento enorme del prezzo del gas: l'80% dipende da questo e il 20% dall'aumento del prezzo dell'anidride carbonica che viene prodotta in tutti i processi che bruciano carboni fossili. Ora la speranza è che nella seconda metà del prossimo anno il prezzo del gas scenda anche in concomitanza dell'apertura del Nord Stream, il gasdotto che porta in Germania, anche se i tedeschi sembrano mettere in dubbio la sua apertura".

Greta Thunberg, un eccesso di semplificazione

 “Credo che se c’è qualcuno che non fa bla bla bla sono io. Greta l'ha detto a me ma anche agli altri attivisti che ci sono rimasti molto male. Quando uno dice che tutto il mondo è fatto da imbecilli poi deve farsi qualche domanda”.

“É troppo semplicistico dire che tutti non stanno facendo nulla, ci sono sicuramente dei ritardi. Questa è la più grande sfida che l'umanità si trova ad affrontare. Non ci sono libri o regole già scritte. Dal punto di vista dell’ambiente dobbiamo accelerare ma se fermiamo tutto subito ci saranno molte vittime dal punto di vista sociale. Il problema è un po’ più complicato del bla bla bla".

"Capisco la contestazione giovanile. Questi ragazzi sono fenomenali, hanno molte idee, ma dobbiamo dare lo spazio per proporle. Loro contestano e noi lavoriamo, ma io non apprezzo l’eccesso. Ci vuole sobrietà anche nella contestazione. E c’è stato un eccesso di semplificazione”, conclude Cingolani.

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