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Idrogeno, in arrivo tre stabilimenti: nasce la Puglia Green Hydrogen Valley

Idrogeno, arrivano tre stabilimenti in Puglia: il piano di Saipem, Snam, Edison e Alboran

La prima pietra è stata messa. Per realizzare il progetto, il passo successivo sarà la creazione di una società di scopo in cui Snam, Edison e Alboran Hydrogen deterranno il 30% ciascuno, mentre il restante 10% sarà controllato da Saipem. Le quattro aziende porteranno alla nascita della Puglia Green Hydrogen Valley, una delle prime iniziative per la produzione e il trasporto di idrogeno verde su larga scala in Italia.

Come riporta il Sole24Ore, l’asse è stato suggellato dalla sigla di un protocollo d’intesa (memorandum of understanding) che arriva dopo la firma, avvenuta lo scorso gennaio, di un primo accordo di collaborazione per lo sviluppo del progetto pugliese tra Saipem e Alboran Hydrogen. L’Europa ha deciso di accelerare su questo versante approvando, a luglio dello scorso anno, un piano ambizioso per far compiere all’idrogeno verde lo scatto necessario capace di renderlo un traino reale della strategia di decarbonizzazione al 2050.

E anche l’Italia cerca di prendere lo stesso treno, soprattutto grazie all’iniziativa di diverse aziende che stanno spingendo molto per agevolarne la diffusione su scala industriale. Nello specifico, il progetto a quattro annunciato ieri si propone di realizzare tre impianti di produzione di idrogeno verde a Brindisi, Taranto e Cerignola (Foggia) per una capacità complessiva di 220 megawatt e alimentati da una produzione fotovoltaica per una potenza totale di 380 megawatt. A regime, si stima una produzione che potrebbe raggiungere fino a 300 milioni di metri cubi di idrogeno rinnovabile all’anno.

L’idrogeno verde sarà utilizzato principalmente dalle industrie presenti nelle aree, sfruttando anche l’iniezione di idrogeno nella rete gas locale di Snam come già sperimentato altrove dal gruppo (per esempio, in Campania), o, in alternativa, sarà destinato alla mobilità sostenibile. Quanto allo stato di avanzamento dei tre stabilimenti previsti, quello ubicato a Brindisi ha già avviato l’iter autorizzativo e prevede la realizzazione di un impianto di produzione di idrogeno verde mediante elettrolizzatori con una capacità di 60 megawatt alimentati da un campo fotovoltaico dedicato.

Come scrive il Sole24Ore, il distretto pugliese dell’idrogeno ha poi l’ambizione di fare da traino ad altre importanti realtà regionali: l’obiettivo, infatti, è quello di coinvolgere e valorizzare altri attori, tra cui l’Acquedotto Pugliese, le Ferrovie Appulo Lucane, i distretti tecnologici e produttivi della Regione, ma anche buona parte del mondo accademico con il Politecnico di Bari e le Università di Bari, di Foggia e del Salento schierati in prima linea.

Senza contare che l’attivazione del progetto dovrebbe poi riuscire a mobilitare anche degli investimenti in ricerca e sviluppo per favorire la nascita di una filiera produttiva in Puglia dedicata all’industria dell’idrogeno. Un tassello, quest’ultimo, che si sposa perfettamente con la strategia messa in campo dal governo nel Recovery Plan, dove, non a caso, si insiste parecchio anche sulla necessità di far nascere una filiera italiana dell’idrogeno che ne accompagni lo sviluppo.

Quanto alle aziende impegnate nel progetto, che, come detto, puntelleranno l’intesa attraverso la creazione di un veicolo ad hoc a valle della sottoscrizione di accordi vincolanti oggetto di un successivo negoziato, ognuna fornirà il proprio contributo mettendo a fattor comune l’expertise maturata su questo versante. Per Edison, dunque, il progetto sarà l’occasione per ribadire il proprio ruolo di player importante lungo la filiera.

Snam, che su tale fronte ha già scommesso molto con investimenti consistenti e diverse iniziative (di recente è stato firmato un progetto simile in Abruzzo, solo per citare l’ultimo accordo in ordine di tempo), si propone come abilitatore delle Hydrogen Valley. Saipem, invece, valorizzerà il suo impegno nello sviluppo di tecnologie e modelli di business innovativi quest’ambito, mentre Alboran conferma anche con questo progetto il perfetto allineamento della sua strategia attenta alla transizione green con i piani nazionali ed europei.

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