Serie A: meno ascolti nelle prime tre giornate: gli effetti sui diritti tv
Gli ascolti tv delle prime giornate di campionato sono un flop: rispetto all’anno scorso il calo è sensibile. E e le domande che sorgono spontanee sono due: si è ristretto il bacino complessivo degli spettatori a causa della fine della concurrency e dell’aumento dei prezzi di Dazn? Se il trend si consolidasse, che riflessi potrebbe avere sulla trattativa per i diritti tv? A fare un quadro della situazione ci ha pensato Prima Comunicazione che rimarca come “Auditel evidenzia un problema ascolti, anche se ancora non si tratta di un allarme rosso”.
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Ecco i dati. “La terza giornata della Serie A porta a casa ascolti tv che rasserenano solo in parte i presidenti dei club, la Lega Calcio (che proprio in queste settimane deve chiudere la trattativa con i broadcaster per i diritti tv dei prossimi 3/5 anni), e tutti gli stakeholder della industry pallonara, emittenti televisive comprese. Complessivamente hanno seguito il turno 4,735 milioni di spettatori. La partita più seguita è stata Roma-Milan, con i rossoneri vincenti all’Olimpico venerdì sera. Finalmente, raggiungendo un montante di 1,353 milioni di spettatori, un match in onda su Dazn ha superato la soglia del milione prima solo sfiorata. Il secondo incontro più visto è stato Napoli-Lazio, a quota 890mila spettatori sabato sera, con sul podio Inter-Fiorentina (820mila). Apparentemente sottotono le prestazioni della Juventus, che nella sfida con l’Empoli ha racimolato su Dazn solo 573mila spettatori; ma la partita è stata trasmessa anche da Sky dove ha raccolto 556mila spettatori”.
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Insomma, dati non confortanti. Ma, come fa notare Prima Comunicazione, indubbiamente i dati emergenti non sono confortanti: “rispetto alla terza giornata dell’anno scorso, il calo complessivo è stato sensibile, visto che in quel caso si era toccato un bilancio complessivo di 5,8 milioni di spettatori”. Questi dati Audital, chiosa Prima Comunicazione, “mettono in allerta il comporta: d’avvio stagione un po’ ‘critici’ del campionato finiscono per entrare in gioco, e nemmeno troppo lateralmente, anche nelle trattative ancora in ballo per i diritti tv del prossimo triennio/quinquennio della Serie A“.

