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Il programma "Fuori Roma" di Concita De Gregorio non rappresenta l'Italia



C'è un programma, condotto da Concita De Gregorio su Rai 3 la domenica in prima serata, che molti non guardano solo per il titolo: "Fuori Roma" (nel senso di tutto ciò che è all'esterno di Roma).  La curiosità, o meglio: il sospetto, mi spinge su Internet, e il dubbio viene confermato: "Il programma di Concita De Gregorio che mette al centro la provincia italiana e racconta le storie, personali e politiche dei sindaci e degli amministratori, che stanno cambiando la geografia politica del Paese".
Sembrerebbe proprio questo il significato. Da una parte c'è Roma, dall'altra parte, fuori di essa, il resto dell'Italia. Un paradigma romano-centrico, in cui gran parte degli italiani non si rivedono e che all'estero farebbe sorridere. Con tutto il rispetto per l'antica bellezza di Roma e per il singolo cittadino romano (per giunta chi ha studiato il latino e la storia romana si sente anch'egli discendente di Roma)…  siamo nel Duemila e le città si giudicano per la loro funzionalità e capacità di creare benessere, felicità e ricchezza. Per merito e oggi. New York non esisteva ai tempi di Giulio Cesare, ma qualcuno può sostenere che Roma è complessivamente migliore di New York? Che dire di Atene, da cui deriva la cultura occidentale e dove è nata la democrazia, che oggi è una città poverissima? Che per il Partenone è complessivamente migliore di New York? Si faccia il confronto tra Milano, la città più ricca d'Italia se si esclude il comparto della Pubblica Amministrazione, Comune di Roma in testa. Si guardi alla funzionalità, alla internazionalizzazione e innovazione del capoluogo lombardo. Si pensi al fatto che il debito del Campidoglio è pagato in minima parte anche con le tasse degli italiani. Insomma, è evidente, avendo anche la prova del confronto con Londra e Parigi, che Roma non si merita i privilegi di capitale. Alcuni sono arrivati anche a dire che sta diventando una città mediorientale… È più provincia del mondo Roma o Milano? A questi temi è sempre stata attenta quella che è la Lega di Matteo Salvini (certo, lo sappiamo, oggi è un partito di unità nazionale che prende voti dal Nord al Sud) ma se, alla luce dei risultati delle ultime elezioni politiche, essa andrà al Governo (e se cambieranno i vertici Rai) si dedichi anche ai dettagli. La politica è fatta di obiettivi mirati (meno tasse, lavoro, meno clandestini per la Lega), ma anche di simboli. Ecco, un po' di attenzione a un titolo simile: "Fuori Roma". Bastava semplicemente: "Provincia italiana".  A proposito di simboli (e di parole) - anche se la verità fa male e c'è il rischio di essere fraintesi - prima o poi, con tutto il rispetto, bisognerà togliere quelle parole ("Italia schiava di Roma") dall'inno nazionale. In democrazia nessuno è schiavo di nessuno, a maggior ragione simbolicamente.
 

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