Debutto di “Che tempo che fa” sul Nove, ecco perchè la televisione vincente è solo un rumore di fondo
Ho visto distrattamente la prima puntata di Che Tempo che Fa sul Nove, anche perchè il format (vincente) non ha bisogno di modifiche sostanziali o parziali: il trio giornalistico omogeneo, l’ospite internazionale, la senatrice reduce dall’Olocausto, il professore e il gruppetto rock. A dimostrazione che la televisione vincente è solo un rumore di fondo, perchè non ha nessun bisogno di contenuti. Dunque la qualità in tv è deleteria e il pubblico fidelizzato si sposta col solito pifferaio magico. Non impegnamoci tanto ad analizzare il significato dei talk, l’ho già scritto: è solo un suono tra mille e il musicista non deve essere un virtuoso. Potrebbe ripetere 24 volte la puntata e non se ne accorgerebbe nessuno: l’audience sarebbe sempre quella di ieri sera.

